VOCE
estrazioni in Alto Adriatico
21.01.2026 - 21:00
Il caso trivelle e rischio subsidenza torna in primissimo piano. Ed accende uno scontro anche a livello veneto. Tanto che Roberto Marcato, presidente della terza commissione consiliare, ed ex assessore regionale allo sviluppo economico, è intervenuto per dire no alle trivellazioni e alla posizione espressa da Confindustria Veneto, che in una intervista rilasciata dall’advisor Lorenzo Poli ha detto sì “alla ricerca e all’estrazione di idrocarburi”.
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Marcato però chiarisce che “prima da assessore regionale e ora da presidente della terza commissione consiliare, confermo il mio secco no alle trivellazioni. E in merito alla presa di posizione di Confindustria Veneto che spinge sulle trivellazioni in Adriatico, nella nostra porzione veneta di Adriatico che si affaccia sul Polesine, in un territorio fragile e da tutelare, parlando pure di autonomia energetica, desidero esprimere le mie considerazioni sulla spinosa questione”.
Marcato (Lega - LV) continua: “Come Regione del Veneto, in materia di energie rinnovabili, abbiamo sempre svolto in modo impeccabile i compiti per casa. Il tutto raggiungendo, e anzi, addirittura doppiando già nel 2020, gli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili che ci ha imposto la Comunità Europea, sfruttando tutta l’energia idroelettrica a nostra disposizione. Il Veneto è la prima regione per impianti fotovoltaici installati, inoltre, siamo la prima regione per numero di comunità energetiche in rapporto alla popolazione. E ancora siamo una delle prime regioni che annovera aziende che lavorano nell’economia circolare; tra l’altro abbiamo appena approvato un piano energetico ambizioso che ridurrà la dipendenza energetica in maniera consistente".
"E poi leggo della presa di posizione di Confindustria Veneto che vorrebbe le trivellazioni per una questione di autonomia energetica. Non si comprende per quale motivo il Veneto dovrebbe continuamente fare i compiti per casa e farli per chi invece i compiti corretti, come li facciamo noi, invece non li fa. Mi chiedo: ma le altre regioni del nostro Paese hanno fatto tutto quello che abbiamo realizzato noi? Un esempio per tutti: noi in Veneto abbiamo il rigassificatore. Da assessore regionale, nel mio precedente incarico, ho aumentato, in maniera straordinaria, la potenza del rigassificatore. Mentre l’altro rigassificatore che c’è in un’altra parte d’Italia, continua a girare come una trottola perché nessuno lo vuole. Siamo in possesso, inoltre, di un documento dell’università di Padova che non esclude problemi di subsidenza e di altra natura in merito alle trivellazioni nel Polesine. Per un principio di cautela e perché non è giusto chiedere sempre agli stessi di fare la propria parte o fare addirittura di più, ribadisco che le trivellazioni in Adriatico servirebbero per estrarre gas per tutta l’Italia e non solo per il Veneto, come invece sostiene Confindustria regionale che parla di autonomia energetica per la nostra regione. Noi dobbiamo tutelare la nostra costa veneta e soprattutto una città fragile come quella di Venezia e quindi dico ancora convintamente no alle trivellazioni”.
Nella intervista al Corriere del Veneto Lorenzo Poli aveva spiegato che “il Paese deve fare tutto il possibile per l’autonomia energetica”. Aggiungendo che al Veneto serve un cambio di marcia e che occorre rimuovere gli ostacoli ideologici, normativi e burocratici per promuovere la realizzazione di impianti sul territorio, perché il Veneto possa fare la sua parte “per il raggiungimento dell’autonomia energetica”. Parole quindi non condivise da Marcato. Il giorno prima efra stato il consigliere regionale polesano Cristiano Corazzari a ribadire il no alle trivelle. Nelle scorse settimane l’onorevole del Pd Nadia Romeo aveva interrogato il governo per conoscere la situazione delle autorizzazioni per il nuovo via a ricerca ed estrazioni di gas in Veneto, sottolineando il rischio subsidenza”.
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