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il caso

Lupi, in Veneto si parte con gli abbattimenti

Proteste e polemiche

Lupi: "Le predazioni si combattono soprattutto con la prevenzione"

Il Veneto si prepara ad applicare per la prima volta misure di abbattimento controllato dei lupi. A darne notizia è l’europarlamentare di Forza Italia Flavio Tosi, componente della Commissione Ambiente del Parlamento europeo, che ha seguito il dossier sulla riforma della Direttiva Habitat. Il declassamento dello status di protezione del lupo da “rigorosamente protetto” a “protetto” è stato deciso in sede europea nel maggio 2025, in considerazione dell’aumento della popolazione e dei crescenti conflitti con le attività umane e zootecniche.

Il Ministero dell’Ambiente e Ispra hanno ora indicato le soglie di prelievo. In Veneto per il 2026 è previsto un massimo di quattro abbattimenti. Il decreto è attualmente in fase di definizione: oggi è in programma un confronto tecnico in Conferenza Stato-Regioni, mentre il 17 febbraio è previsto l’approdo del provvedimento in Senato. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha annunciato la stesura di un piano nazionale che comprenderà «prelievi, trasferimenti e abbattimenti» per la gestione della specie.

Secondo la bozza visionata da Tosi, i tassi di abbattimento varieranno tra il 3 e il 5 per cento della popolazione stimata nelle aree montane, in modo da non compromettere lo stato di conservazione del lupo, sulla base delle indicazioni fornite da Ispra nell’ottobre scorso. Le stime utilizzate si riferiscono però ai censimenti 2020-2021. Per il Veneto la soglia di quattro esemplari è calcolata su una popolazione stimata di circa 100 lupi.

Le ultime cifre disponibili della Polizia provinciale di Vicenza, aggiornate a dicembre 2024, parlano di 187 predazioni denunciate a fronte di una presenza stimata di 80 lupi suddivisi in sette branchi. I limiti fissati nelle altre regioni prevedono un massimo di due lupi abbattibili in Friuli Venezia Giulia, 15 in Emilia-Romagna, 16 in Piemonte e 22 in Toscana.

Sul provvedimento sono già state annunciate opposizioni da parte di Enpa, Lav e di altre associazioni animaliste. Dall’Europarlamento è intervenuta anche l’eurodeputata Cristina Guarda (Avs), che ha ribadito la necessità di puntare su misure di prevenzione, citando i dati di Francia e Germania sulla riduzione dei danni attraverso strategie alternative agli abbattimenti.

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