VOCE
GIUSTIZIA
22.01.2026 - 12:46
La presidente Di Francesco: “L’obiettivo ora è il Pnrr. In ballo 30 miliardi e speriamo di non fallire”
L’obiettivo nazionale Pnrr sullo snellimento dei temi della giustizia è ben chiaro alla presidente del tribunale di Rovigo Paola Di Francesco e a tutta la squadra di magistrati e personale amministrativo di via Verdi. Entro il 30 giugno del 2026 l’Italia deve raggiungere i target imposti dall’Europa per accelerare i tempi di definizione dei procedimenti e Rovigo con le sue percentuali (-56% nei tempi del civile e -57% nel penale rispetto al 2019), intende dare il suo contributo. “In ballo ci sono 30 miliardi di euro per l’Italia e speriamo di non fallire questo obiettivo – la meta per il giudice è chiara – Siamo all’ultimo miglio e tra gennaio e giugno dovremo essere molto concentrati e fattivi, in vista del raggiungimento del target a livello nazionale”.
Pare sfumato, o comunque in stand by, invece il tema del nuovo tribunale, di cui non si parla praticamente più. Il progetto di allargare gli uffici e le aule tra via Verdi e vicolo Donatoni, dove fino al 2017 sorgeva la questura, è ancora in gestazione. “Non ho alcuna novità – precisa la presidente – Ho continuato ad avere interlocuzioni, come il presidente Risi prima di me, ma l’ultima notizia è che lo studio di fattibilità economica finanziaria del progetto era stato sottoposto al parere dell’agenzia del demanio. Si tratta di capire il rapporto costi-benefici. Ma in questo momento l’obiettivo è il Pnrr, come è giusto che sia perché stabilito da una legge, per il resto siamo in attesa”.
Non che una nuova sede, con nuovi uffici sia da scartare, sia chiaro. “Rimarrebbe la frammentazione degli uffici, visto che le sedi sarebbero comunque due (adesso il tribunale di via Verdi si appoggia a palazzo Paoli ndr) – precisa Di Francesco – Si potrebbero, quello sì, avere vantaggi in termini di minore vetustà dell’immobile e delle postazioni di lavoro, sempre in deficit”. Tuttavia per la guida del tribunale “non credo sia questo il problema più impellente, in questo momento. C’è invece un’insufficienza clamorosa, oramai cronica, di risorse umane a livello di personale amministrativo. Soffriamo anche la mancata stabilizzazione degli addetti all’ufficio per il processo (Aupp), che dal 2022 lavorano con contratti a tempo determinato e stanno dando un contributo importante. Molti di loro hanno vinto altri concorsi indetti dalla Pa per assunzioni a tempo indeterminato e sono andati via. 14 funzionari Aupp erano stati inizialmente destinati al Tribunale di Rovigo, poi il loro numero era stato aumentato e invece ora sono una decina e dal destino ancora incerto rispetto alla stabilizzazione. Nel settore civile il deficit dell’organico dei magistrati è di tre giudici su dieci, ma stiamo tutti facendo uno sforzo collettivo notevole per raggiungere gli obiettivi del Pnrr. La sezione penale ha ora una carenza di un posto al dibattimento e di un posto al settore Gip-Gup. La carenza complessiva lo scorso ha raggiunto il 37,5%”.
Di Francesco ringrazia i colleghi: “Abbiamo giudici valorosi nel settore civile e penale, nessuno si è risparmiato e ognuno ha fatto la sua parte senza personalismi o desiderio di primeggiare. E questo è per me un valore aggiunto in un lavoro di squadra”.
Tra i procedimenti più frequenti nelle aule del tribunale? “Il codice rosso ha ricevuto un incremento importante. E poi c’è un costante incremento delle cause in materia di famiglia – risponde la presidente – I nuclei familiari sono sempre più fragili, anche se devo dire che aumentano i procedimenti di separazione e divorzio consensuali”. La conciliazione è una prova di maturità per il sistema, sia per le famiglie che evitano costosi procedimenti in tribunale, che per chi li assiste. “Anche i difensori in materia di famiglia – assicura Di Francesco – sono consapevoli dell’importanza del loro ruolo e dei vantaggi che portano ai loro assistiti con la consensualizzazione dei procedimenti di separazione e divorzio”.
Giungere in tribunale è sempre una sconfitta, soprattutto in tema di famiglia. “Rispetto a 15 anni fa – racconta il giudice – le parti producono una enorme quantità di messaggistica, di screenshot di whatsapp e il corredo probatorio diventa pesantissimo. Noi cerchiamo di aiutarli a trovare accordi, spesso soprattutto nell’interesse dei minori”. E a tal proposito la presidente esprime un apprezzamento anche per il lavoro dei servizi sociali di Rovigo. “L’Ulss 5 polesana può contare su operatori di ottimo livello. Con loro abbiamo risultati proficui nell’attuazione dei percorsi di sostegno ai nuclei familiari problematici”.
Tempi della giustizia, sede del tribunale, personale e carichi di lavoro. Ma non solo. In via Verdi quest’anno c’è anche la sfida per il referendum sulla separazione delle carriere in magistratura. “Sono convintamente contraria a questa riforma – dice con chiarezza il giudice – Questa non è una riforma della giustizia, ma una riforma della magistratura e io voterò no. Vorrei dire ai cittadini che non apporterà alcun beneficio al servizio giustizia dal punto di vista della durata dei processi, del miglioramento della qualità delle decisioni e di tutto ciò che un cittadino si aspetta dalla giustizia, sia come imputato, che come parte di un procedimento civile o penale”.
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