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Referendum, c’è chi dice no

Si è costituito il Comitato

Referendum, c’è chi dice no

Si è costituito ad Adria il Comitato per il “no” al referendum sulla riforma costituzionale della magistratura. L’iniziativa, nata dall’incontro tra cittadini provenienti da diverse esperienze civiche e politiche, punta a promuovere informazione e confronto su un tema considerato cruciale per gli equilibri democratici del Paese.

La costituzione del comitato giunge infatti in un momento particolarmente intenso del dibattito politico nazionale, a poche settimane dal referendum costituzionale sulla riforma della giustizia fissato per il 22 e 23 marzo, quando gli elettori italiani saranno chiamati ad esprimersi sull’eventuale conferma delle modifiche all’ordinamento della magistratura approvate dal Parlamento. La riunione costitutiva si è svolta nella serata di martedì e ha visto la partecipazione di persone attive in movimenti civici e politici, non solo adriesi.

“Un segnale - spiegano i promotori - dell’interesse diffuso e della preoccupazione che accompagna una riforma ritenuta particolarmente delicata”. Obiettivo dichiarato del Comitato è quello di “aprire spazi di dibattito pubblico e rendere accessibili i contenuti del referendum, attraverso incontri, momenti di approfondimento e discussione con la cittadinanza”. Sono previsti il coinvolgimento di docenti, magistrati ed esperti del settore, oltre a tutte le persone interessate a contribuire con competenze ed esperienze al confronto sulle ragioni del “no”.

Secondo i promotori, “il referendum sulla riforma costituzionale della magistratura non può essere affrontato in modo superficiale, poiché tocca direttamente la qualità della democrazia e l’assetto istituzionale del Paese”. In particolare, il Comitato esprime preoccupazione per i possibili effetti sull’equilibrio tra i poteri dello Stato, soprattutto se la riforma venisse inserita in un quadro più ampio che comprende anche la modifica della legge elettorale e il progetto di premierato. A giudizio del Comitato, una vittoria del “sì” potrebbe aprire “una fase di forte instabilità istituzionale, mettendo in discussione i principi di autonomia, equilibrio e garanzia che sono alla base della Costituzione”. Il Comitato per il “no” annuncia che utilizzerà tutti gli strumenti democratici a disposizione per informare e coinvolgere la cittadinanza, con l’intento di stimolare una partecipazione consapevole e critica. Un impegno che, concludono i promotori, “vuole contribuire a riavvicinare le persone alla politica e alla difesa dei valori costituzionali, in un momento storico segnato da crescente distanza tra istituzioni e bisogni reali dei cittadini”.

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