VOCE
loreo
22.01.2026 - 18:00
“Fare un inceneritore di fanghi industriali nel Delta del Po è una scelta sbagliata, pericolosa e totalmente incompatibile con la tutela di un'area che è Parco regionale e riserva Mab Unesco, caratterizzata dalla vicinanza a siti Natura 2000. Chiediamo alla Regione Veneto di bloccare questo progetto, garantire trasparenza su un procedimento che rischia di trasformare il Polesine in un polo di smaltimento per i rifiuti di mezzo Nord Italia e di nominare un nuovo presidente del Parco”.
Lo dichiarano Carlo Cunegato ed Elena Ostanel. Per i consiglieri, “nei fanghi che si vogliono trattare ci sarebbero anche i Pfas, gli inquinanti eterni. Il sindaco di Loreo, presidente del Parco del Delta del Po, ha fatto presente che l'inceneritore risolverà il problema dei Pfas. Ma è vero il contrario, l’incenerimento non elimina i Pfas: li disperde nell’ambiente”. Cunegato e Ostanel ricordano che “lo hanno ribadito studi scientifici e lo ha ricordato con chiarezza anche la nostra eurodeputata di Avs Cristina Guarda, che già un anno fa ha scritto al sindaco di Loreo per avvertirlo del gravissimo rischio di salute per la cittadinanza. Il sindaco non ha mai risposto. È altrettanto sconcertante che abbia espresso parere favorevole all’impianto anche in qualità di presidente del Parco, la cui nomina è in capo alla Regione, un’area di valore naturalistico unico, riconosciuta dall’Unesco, che verrebbe esposta a un rischio ambientale enorme. Non stupisce che due Comuni del Delta abbiano chiesto alla Regione di individuare un nuovo presidente del Parco. Siamo di fronte a un cortocircuito istituzionale che mina la credibilità dell’ente e la sua funzione di tutela”.
Per Cunegato e Ostanel: “La Regione non può ignorare le preoccupazioni dei cittadini, dei comitati e degli amministratori locali. E’ stata la Regione stessa a bocciare sonoramente l'inceneritore proposto da Eni Rewind a Porto Marghera, accogliendo le criticità sottolineate dall'istituto superiore di sanità. Per questo abbiamo presentato un'interrogazione per chiedere al presidente Stefani di fermare la procedura, di valutare con serietà le richieste dei Comuni del Delta e di aprire un confronto pubblico. Ma prima di tutto, va nominato un nuovo presidente del Parco, scelto tra i sindaci che si battono per la tutela del territorio. Il Veneto ha già pagato un prezzo altissimo per l’inquinamento da Pfas: non possiamo permettere che un’area preziosa come il Delta del Po diventi il terminale di smaltimento dei rifiuti industriali provenienti anche da altre regioni”.
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