VOCE
Scuola e Olimpiadi
22.01.2026 - 15:00
La didattica a distanza torna al centro del dibattito scolastico alla vigilia delle Olimpiadi invernali, ma l’allarme viene ridimensionato dalle istituzioni. L’Ufficio scolastico regionale della Lombardia chiarisce che le scuole non chiuderanno e che l’eventuale ricorso alla Dad rappresenta solo una misura estrema, limitata a quei casi in cui alcuni studenti non riuscissero materialmente a raggiungere gli istituti a causa delle competizioni sportive e delle modifiche alla viabilità.
Nonostante le rassicurazioni, a Sondrio la questione ha già acceso la protesta. In città sono comparsi volantini polemici contro l’ipotesi di lezioni a distanza, giudicata da alcune famiglie come una penalizzazione degli studenti in favore dell’evento olimpico. I manifesti, dal tono ironico e provocatorio, denunciano il rischio di sacrificare il diritto allo studio per non intralciare il flusso di spettatori e mezzi diretti alle gare.
Dall’amministrazione scolastica regionale, però, la vicenda viene archiviata come un caso senza fondamento concreto. Le scuole, ribadiscono i responsabili, resteranno aperte per tutta la durata dei Giochi e la situazione è già stata affrontata anche con la Prefettura di Sondrio, escludendo chiusure generalizzate o soluzioni drastiche.
Le preoccupazioni delle famiglie affondano le radici in un comunicato diffuso il 13 maggio 2025, nel quale l’ufficio regionale ipotizzava, per alcune scuole superiori, una didattica ibrida legata alle variazioni di orari e percorsi del trasporto pubblico durante le Olimpiadi. Un’ipotesi che aveva spinto i genitori della provincia a mobilitarsi rapidamente, raccogliendo circa 200 firme e inviando una lettera formale a Provincia, Prefettura e Ufficio scolastico territoriale.
Oggi, alla luce delle precisazioni ufficiali, la linea resta quella della normalità scolastica, con la Dad confinata a soluzione eccezionale e circoscritta.
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