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“Troppi rischi, pagherebbe la comunità”

L'analisi di Confagricoltura

“Troppi rischi, pagherebbe la comunità”

Anche Confagricoltura Rovigo ribadisce il suo no a nuove trivellazioni in Polesine per la ricerca di idrocarburi.

Il presidente Lauro Ballani chiarisce la posizione di Confagricoltura: “Riteniamo sia importante un’attenta valutazione e riflessione, per comprendere perché l'ipotesi di una ripresa delle trivellazioni possa rivelarsi molto pericolosa per il territorio Polesano. L'impatto che queste opere hanno avuto, e possono ancora avere, in termini di subsidenza, può creare gravissimi danni a chi vi risiede. Dobbiamo ricordare che la subsidenza è un fenomeno naturale già presente in tutto il territorio, motivo per cui, con queste installazioni, può essere solo che accelerato ed amplificato, con i rischi che ne derivano”.

E ancora: “Il Polesine è già da tempo sotto il livello del mare e per questo motivo vede presenti importanti opere dei consorzi di bonifica per il mantenimento delle condizioni di abitabilità. Ne sono esempio i molteplici sistemi di idrovore posizionati per drenare acqua dal terreno. La domanda che ci poniamo è: quale potrebbe essere l'impatto di un ulteriore abbassamento del terreno in termini di bonifica e quali costi dovrebbe sostenere l'intera comunità per mantenere questi livelli di sicurezza?” C'è poi il tema della tutela ambientale.

“A circa 10 miglia dalle coste - dice Ballani - è presente un Sic Marino, per la tutela e conservazione di specie come tartarughe e delfini. L’area individuata per il posizionamento delle trivelle non può essere la stessa di un sito di tale importanza”. Confagricoltura spiega che “siamo contrari alla ripresa delle autorizzazioni estrattive sia a mare che nel territorio interno del Polesine, chiediamo che ogni decisione venga valutata attentamente, tenendo presente ciò che lo stesso Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee specifica. Sono necessari studi e attente valutazioni dei reali rischi a cui il territorio può andare incontro. La priorità deve essere tutelare i residenti e le tante attività presenti in questo territorio. Non valutare i danni dovuti alla presenza di questi impianti significa mettere in pericolo un'intera comunità ed un settore che rappresenta la forza di questo territorio”.

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