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veneto
23.01.2026 - 08:12
È scontro tra sindacati e azienda a Castelfranco, dopo la diffusione di un questionario consegnato ai circa sessanta dipendenti prima di Natale. Nel documento, non anonimo, veniva chiesto di indicare i criteri da adottare in caso di una eventuale riduzione del personale. Una modalità che ha suscitato forte tensione all’interno dello stabilimento e ha portato molti lavoratori a restituire il modulo in bianco.
La domanda più contestata chiedeva di esprimersi su possibili criteri per individuare chi “lasciare a casa”, indicando opzioni come le dimissioni volontarie, il ricorso al part-time, la scelta di persone senza carichi di famiglia, dei lavoratori più giovani oppure altre proposte formulate direttamente dai dipendenti.
La Fiom Cgil di Treviso ha definito il questionario "una pratica che umilia e divide". Il segretario generale Manuel Moretto ha parlato di una iniziativa che "scarica sui lavoratori il peso delle decisioni aziendali" e che, essendo firmata, aumenta la pressione psicologica sulle persone coinvolte. Sulla stessa linea la Fim Cisl Belluno Treviso, con il segretario Massimo Civiero che ha definito il documento "devastante" perché mette i dipendenti uno contro l’altro per scelte che competono all’azienda.
La Cisl ha inoltre ricordato che l'azienda ha fatto ricorso negli anni agli ammortizzatori sociali e che sono in scadenza, all’inizio di marzo, i contratti di solidarietà. Secondo il sindacato, il questionario è arrivato in un momento delicato, caratterizzato da volumi produttivi insufficienti per garantire il pieno impiego di tutto il personale.
Alla polemica ha risposto il titolare, che ha respinto l’interpretazione secondo cui l’azienda avrebbe chiesto ai lavoratori di decidere chi licenziare, riconoscendo però un errore nella formulazione del documento. Ha spiegato che l’obiettivo era quello di raccogliere la disponibilità dei dipendenti a valutare soluzioni alternative per mantenere tutti in forza, anche attraverso una riduzione degli orari di lavoro.
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