Cerca

CENTRO

Un comitato per i gioielli nascosti

I residenti: “Qui esiste un problema di parcheggi abusivi. Segnalazione alla Soprintendenza”

Un comitato per i gioielli nascosti
I residenti: “Qui esiste un problema di parcheggi abusivi. Segnalazione alla Soprintendenza”

Mattia Tridello

ROVIGO - Famosissima nell’800 per essere la locanda più appezzata da rodigini e non, magari mentre aspettavano le consegne alle regie poste nell’angolo di piazza San Francesco, la “Cappa d’oro” diede il nome a quella che, ad oggi, è una corte che torna alla ribalta sociale: è nato infatti il comitato di tutela delle piazzette e dei luoghi della tradizione storica di Rovigo per mano dell’avvocato Marco Suttini, Mario Bovenzi, giornalista molto noto in città, e Mario Andriotto, noto storico locale. Presidio, tutela, ma anche conoscenza di un patrimonio della storia spesso sconosciuto o per nulla apprezzato e conservato: queste le motivazioni fondanti, come è stato spiegato alla presentazione, ieri mattina: “Il comitato nasce come presidio cittadino per la tutela di questi angoli che hanno delle caratteristiche dal punto di vista storico culturale molto importanti, tanto che sono anche tutelati dal ministero della cultura e quindi della dalle belle arti” ha annotato Suttini durante l’incontro.

Il motivo scatenante, però, le ripetute segnalazioni in piazzetta Cappa d’Oro (che dà su via Silvestri e via Boscolo), una delle tre corti più famose della città prima dell’interramento dell’Adigetto e della successiva ricostruzione post-bellica. L’immobile che circoscrive di fatto l’area, come spiega Bovenzi, è di una società rodigina, mentre l’amministrazione spetta all’amministratore del condominio in oggetto. “Più volte sono stati segnalati i parcheggi abusivi nella corte, nonostante il divieto da parte del regolamento condominiale che impedisce di posteggiare l’auto oltre la mezz’ora (concessa al mattino e al pomeriggio) - commenta Bovenzi - a fronte di questo sono state inviate due lettere alle Belle arti di Verona, dato che tutta l’area afferisce al complesso tutelato dell’ex ghetto ebraico (o di quello che ne rimane per meglio dire). La soprintendenza ha risposto con due solleciti: ‘Atteso che provengono questo ufficio ancora segnalazioni circa il non corretto utilizzo dell’area in questione, si sollecita codesta amministrarne di condomino ad attivarsi affinché vena rispettato quanto stabilito dal regolamento condominiale’ che però ad oggi non hanno visto riscontri di cambiamento”.

Per questo, prima di intervenire e procedere nelle vie legali, il comitato si prefigge di far scoprire e amare il patrimonio della città, partendo proprio da quelle corti che ne costruirono un cuore vivace; sia esistenti, come la Cappa d’Oro che scomparse, come quella delle Pegnatte e Modena. Ad illustrarne l’importanza per il capoluogo appena post unitario, Andriotto: “Basti pensare che proprio il primo rugby cittadino nacque tra i ragazzi che si riunivano a giocare in corte Modena (sul Corso del Popolo) che affacciava sull’Adigetto”. Nel concreto, ha aggiunto Bovenzi: “Il comitato sarà molto smart. Faremo una serie di iniziative nei luoghi che riteniamo un po’ a repentaglio per denunciare la situazione in cui si trovano ma anche per raccontare la storia di Rovigo. Alla fine di ogni iniziativa ci sarà una bicchierata per tutti quelli che parteciperanno”. Un modo gioioso, insomma, che punta alla tutela, attraverso gli occhi della consapevolezza e la verità della cultura.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400