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Cultura

Accademia dei Concordi, sarà un 2026 di trasformazioni

Il presidente Bagatin: "Una sfida storica per far crescere Rovigo". E sui lavori: “Entro settembre giù i veli, ora la torre libraria”.

“E’ stato un anno complesso”, così il presidente dell'Accademia dei Concordi Pier Luigi Bagatin, ha definito il 2025 appena concluso, in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico, ieri a Palazzo Roncale. Complesso perché complessa è l’opera di trasformazione strutturale in corso, avviata dal precedente presidente Giovanni Boniolo, i cui frutti si iniziano ora a intravedere: “Una sfida storica, indispensabile, irrinunciabile e improcrastinabile per la crescita della cultura e per il bene di Rovigo”, ha rimarcato Bagatin.

Ma l’Accademia dei Concordi, non si è certo fermata a guardare i cantieri: “Ha inteso restare nella propria sede - ha rimarcato bagatin - pagando in termini di scomodità e spese in più, sicura di andare incontro ai desiderata dei frequentatori. Tra gennaio e dicembre gli utenti che hanno utilizzato i servizi della biblioteca sono stati 28.765, i prestiti 21.506, il 6% in più rispetto al 2024”. Ha sottolineato, poi, “l’attenzione e la disponibilità alle attività culturali, naturalmente ospitate in ambienti extraccademici, al Maggio rodigino, alle tante manifestazioni che vanno a decorare nostra piccola città”, e “la messe di rapporti e collaborazioni attivati con i tanti eventi per il centenario della morte di Matteotti, in grado di attivare anche un senso di vigilanza in questi tempi inquieti”.

Poi, la Pinacoteca del Roverella, “con le due nuove sale, realizzate grazie ad un’azione in sintonia con la Fondazione Cariparo, dedicate ai capolavori del ‘600 ed a Mario Cavaglieri”. Tanti i ringraziamenti: al personale, ai colleghi del consiglio direttivo, la vicepresidente Isabella Sgarbi, Sara Bacchiega, Francesco Carricato, Roberta Cusin, Maurizio Romanato, Roberto Ragazzoni sostituito da Francesco Musco, la segretaria accademica Lodovica Mutterle, agli Amici dell’accademia, “per la gestione dello spazio studio di Palazzo Nagliati e organizzato attività culturali sull’arte del ‘900” e agli Amici dei musei “per i loro cicli d’incontri”. Oltre, naturalmente alla “Fondazione Cariparo, di cui abbiamo ben presenti nell’arco del tempo, dei decenni, la continuità, l’entità, la qualità degli ausili e dei sostegni”. Non è mancato il ricordo dei soci scomparsi nel 2025: Livio, Pietro Zonzin, Carlo Vignaga, Maria Teresa Canato Pasqualini, Valerio Gasparetto, Fausto Pivirotto, Valeria Laganà Baruchello, Gianluigi Ceruti.

La giornata, che si è conclusa con la sapida prolusione del linguista e socio Matteo Santipolo “Le parole dietro alle immagini: riflessioni sulla traduzione audiovisiva fra storia aneddoti e censura”, ha visto anche i saluti di Damiana Stocco per la Fondazione Cariparo, dell’assessore Erika De Luca per il Comune di Rovigo, del prefetto Franca Tancredi e del presidente della Provincia Enrico Ferrarese. Poi, ed il benvenuto ai nuovi soci corrispondenti, lo storico Paolo Luca Bernardini, il professore di Scienza delle finanze dell’Università di Padova Cesare Dosi e il professore di Costruzioni idrauliche e Idrologia Marco Marani, presidente del corso di laurea in Water and Geological Risk Engineering a Rovigo, ed ai nuovi soci ordinari, Chiara Crepaldi, Susi Osti, Massimo Meneghetti, don Andrea Varliero e Mauro Venturini.

Inevitabilmente il fuoco dell’attenzione è stato sugli interventi in corso: “Si sono conclusi i lavori a Palazzo Bosi – ha spiegato Bagatin - di proprietà del Comune e concesso in comodato all’Accademia: al piano primo ci sono i nuovi uffici di segreteria, economato, presidenza, una piccola galleria accademica, il magazzino artistico, una saletta archivistica e servizi; ai piani secondo e terzo è stata collocata la Silvestriana, la donazione della famiglia Silvestri, con 43mila volumi, uno spettacolo per il cuore. Entro meta febbraio si concluderà l’adeguamento del deposito esterno, dove saranno collocati circa 70mila volumi e il fondo Cibotto. A marzo finiranno i lavori sullo scalone, all’ammezzato, sulla scala nuova del palazzo accademico e tra fine maggio e, al più tardi, a fine settembre, dopo la collocazione di arredi, quadri e arazzi, e tutte le certificazioni, ci potrà essere la riapertura e la ripresa delle manifestazioni. In primavera finiranno i lavori al cortile interno di Palazzo Roverella e si apriranno possibilità di nuovi spazi per la pinacoteca accademico-comunale, dopo le nuove sale da poco inaugurate”. Lavori per 3,7 milioni, sostenuti grazie anche alla generosità dell’avvocato Vincenzo Cappellini, con il suo lascito testamentario, e dei fratelli Altieri, con un ulteriore lascito.

Ma anche lavori che si apprestano a iniziare: “Nel corso del 2025 è riaffiorata la necessità di completare la ristrutturazione, ai fini di un servizio pubblico più immediato, completo, moderno. La Fondazione Cariparo ha manifestato l’orientamento di finanziare per 1,8 milioni questo terzo blocco di lavori, la cui spesa prevista non è inferiore a 2,3 milioni. L’Accademia si è dichiarata disponibile a concorrere con 500mila euro. Il Comune appoggia l’intervento volto a fini di sicurezza antincendio e sismica, e di maggiore funzionalità. L’architetto Carli sta predisponendo di gran carriera il progetto esecutivo che prevederà la demolizione dell’attuale torre con castello metallico, e la sua ricostruzione con piani in laterizi. I due piani più bassi, saranno riservati alla consultazione dei frequentatori. Tra febbraio e aprile dovrebbe essere completato il percorso autorizzativo per giungere alla firma della Convenzione tra Comune Accademia e Fondazione Cariparo. I lavori dovrebbero durare otto o nove mesi circa che porterebbero ad aprile o maggio 2027 all’inaugurazione dell’intera opera di ristrutturazione dei tre edifici e alla realizzazione fedele di una ‘smart Open Library’ a Rovigo”.

Infine, una stoccatina: “Una riflessione e appello che rivolgo al Comune, al quale non sono stati chiesti sostegni finanziari per la realizzazione delle due tranche del progetto. Ma una partecipazione alle maggiori spese prevedibili dal punto di vista della gestione dei vari edifici rinnovati, sì: questa sarà legittimamente e puntualmente domandata. Spesa già compresa nei patti esistenti”.

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