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Da “periferia” a modello nazionale

Presentata la candidatura per diventare la “Capitale italiana del mare 2026”

Da “periferia” a modello nazionale

Il Delta del Po si presenta unito alla sfida per il titolo di Capitale italiana del mare 2026, con una candidatura unica che coinvolge Rosolina, Porto Tolle e Porto Viro. Un progetto di area vasta che punta a trasformare una “periferia fragile” in un modello nazionale di sostenibilità e resilienza legata al mare. Dopo l'approvazione formale della candidatura da parte del Comune di Rosolina, capofila del progetto, arriva anche la presa di posizione politica dei territori coinvolti.

A ribadirne il significato è il sindaco di Porto Tolle Roberto Pizzoli, che sottolinea come il mare rappresenti molto più di un elemento geografico: “Per Porto Tolle il mare non è un confine, ma il campo in cui seminiamo il nostro futuro2. Al centro della candidatura c'è il cuore produttivo e identitario del Delta del Po: pesca, acquacoltura e molluschicoltura, eccellenze che da decenni sostengono l'economia locale e che oggi si trovano ad affrontare sfide complesse, dal cambiamento climatico alla risalita del cuneo salino, fino all'emergenza del granchio blu. “La nostra risposta - spiega Pizzoli - è la resilienza. Modernizzare la filiera, investire in tecnologia e difendere il lavoro dei pescatori, rendendo i borghi marinari esempi concreti di adattamento”.

Una visione che si inserisce pienamente nel progetto “Delta del Po: avanguardia della resilienza blu”, che affianca agli interventi ambientali e produttivi anche la valorizzazione del patrimonio naturale e turistico: spiagge, lagune, biodiversità e tradizioni diventano leve strategiche per rafforzare l'attrattività del territorio e costruire nuove opportunità di sviluppo. La candidatura non è letta come un semplice riconoscimento simbolico, ma come uno strumento operativo per rafforzare la cooperazione tra Comuni e superare una logica frammentata: “Candidare il Delta del Po a Capitale italiana del mare 2026 - osserva ancora Pizzoli - è una scelta necessaria, che guarda all'area vasta e all'unione tra comunità. Solo insieme possiamo creare vere opportunità e costruire una visione che vada oltre i confini comunali”.

Sulla stessa linea il sindaco di Porto Viro Mario Mantovan, che evidenzia il valore politico e territoriale della candidatura congiunta: “Il Delta del Po dimostra di saper fare sistema. Porto Viro porta in questo progetto la propria storia marinara e una forte integrazione tra economia del mare, ambiente e comunità locali. Il titolo di Capitale italiana del mare rappresenterebbe un'occasione concreta per investire in infrastrutture e servizi, ma soprattutto per offrire nuove prospettive ai giovani e alle imprese legate al mare. È una sfida che non appartiene a un singolo Comune, ma a tutto il Delta”. In attesa del verdetto finale del Ministero, la candidatura del Delta del Po si propone così come un progetto unitario, capace di tenere insieme tutela ambientale, sviluppo economico e identità culturale, rafforzando il ruolo del territorio polesano nel panorama nazionale della Blue Economy.

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