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La tragedia

Trevigiana ammazzata a Manchester, arrestato il vicino

La vittima è Gloria De Lazzari, da dieci anni residente nel Regno Unito. Il presunto killer aveva precedenti

Trevigiana ammazzata a Manchester, arrestato il vicino

C’è una strada quieta, Kempston Gardens, nel quartiere residenziale di Bolton. Case a schiera, vialetti curati, campanelli con telecamere. È qui che, la mattina di lunedì 19 gennaio scorso, gli agenti della Greater Manchester Police sono entrati in un appartamento al piano terra per una “segnalazione di preoccupazione per l’incolumità” di una donna. L’hanno trovata priva di sensi. La rianimazione è durata minuti che sono sembrati ore; invano. Quella donna era Gloria De Lazzari, 45 anni, italiana originaria del Trevigiano, in Regno Unito da circa dieci anni. Poche ore prima, raccontano i familiari, aveva parlato con la madre in Italia. Poi, il buio.

La macchina investigativa si è messa in moto subito. Nel pomeriggio del 19 gennaio, la polizia ha fatto sapere di aver arrestato un uomo di 33 anni con l’accusa di omicidio. Il sopralluogo è proseguito a lungo: strisce bianche e blu, tute bianche della scientifica, rilievi in ogni stanza, acquisizione delle immagini di videosorveglianza della zona. L’appartamento è rimasto sotto sequestro per giorni. Due giorni dopo, mercoledì 21 gennaio, è arrivata la svolta formale: James Morton (nato il 25/10/1992), residente nella stessa via di Gloria, è stato accusato di omicidio e trasferito in custodia cautelare in vista della prima comparizione davanti ai magistrati di Wigan and Leigh Magistrates’ Court il 22 gennaio. Il caso è stato quindi incardinato per il successivo passaggio alla Crown Court. La polizia ha contestualmente rinnovato l’appello pubblico a fornire cctv, dashcam, doorbell e video da smartphone tramite un portale dedicato; attivi anche il 101, la Live Chat e la linea Crimestoppers 0800 555 111 per segnalazioni anonime.

In queste ore è arrivata anche la conferma ufficiale dell’identità della vittima: la Gmp ha diffuso il nome e l’età di Gloria De Lazzari, pubblicando i messaggi di cordoglio della madre e dell’ex marito. Due voci che tratteggiano una donna “fantastica”, “di animo gentile”, “profondamente legata alla famiglia”. Parole che oggi pesano come pietre.

Gloria era originaria di Roncade (provincia di Treviso). Aveva scelto l’area metropolitana di Manchester per lavoro e per rimettere in ordine i pezzi della sua vita. Secondo le ricostruzioni della stampa locale, da alcuni anni risiedeva a Bolton e si manteneva con impieghi flessibili; con la madre in Veneto parlava tutti i giorni, compresa la sera prima del delitto. Dettagli semplici, quotidiani, che oggi assumono un’altra luce. La famiglia, assistita da un legale, è in contatto con il Consolato d’Italia a Manchester per il rientro della salma e gli adempimenti giudiziari.

Il nome di James Morton non è nuovo alle cronache giudiziarie britanniche. Nel 2017, a Nottingham, fu riconosciuto colpevole di omicidio colposo per la morte di una sedicenne, Hannah Pearson, avvenuta l’anno precedente nella sua abitazione di Newark: una vicenda che la corte ricondusse a pratiche di soffocamento durante un rapporto sessuale, con una sentenza di 12 anni di reclusione per “manslaughter” dopo l’assoluzione dall’accusa di omicidio volontario. Gli articoli dell’epoca evidenziavano la pericolosità di quelle condotte e l’ossessione dell’imputato per lo “strangling”. È un precedente che oggi torna di peso nell’informazione, ma che, sul piano processuale, non può sostituirsi alle prove sul nuovo fatto; e che, è bene ricordarlo, non cancella il principio di presunzione di innocenza rispetto alle accuse odierne.

La madre di Gloria, attraverso la Gmp, ha tratteggiato il profilo di una figlia che teneva insieme determinazione e delicatezza: camminate all’aria aperta durante le visite in Italia, telefonate quotidiane, attenzione ai legami. L’ex marito ha parlato di una donna “disponibile ad aiutare gli altri, priva di cattiveria, umile e generosa”. 

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