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TAGLIO DI PO

“Apripista a livello nazionale”

Fa scuola la scelta dell’amministrazione comunale, per gestire i crediti difficilmente esigibili

“Apripista a livello nazionale”

Taglio di Po apripista in Italia: via libera della Corte dei Conti alla cessione dei crediti inesigibili.

Il Comune di Taglio di Po si afferma come modello a livello nazionale nella gestione dei crediti di difficile riscossione.

Una proposta innovativa, nata dall’intuizione dell’assessore Alessandro Marangoni, ha ottenuto il via libera della Corte dei Conti, aprendo la strada alla possibilità per gli enti locali di cedere i crediti inesigibili a soggetti qualificati.

Un risultato di grande rilievo, che ha avuto ampia risonanza mediatica, arrivando fino alle pagine del Sole 24 Ore.

Proprio analizzando il fondo crediti di dubbia esigibilità del Comune, Marangoni ha rilevato come molte imposte, oltre a non essere incassate, generassero ulteriori costi di gestione, gravando inutilmente sui conti dell’ente.

Forte della sua esperienza professionale nella gestione del credito e del debito, anche in ambito giudiziario, l’assessore ha studiato la fattibilità giuridica di una possibile cartolarizzazione dei crediti comunali, sul modello di quanto già avviene nel settore bancario.

Un approfondimento accurato, supportato da normativa, giurisprudenza del Tar e contributi dottrinali, ha portato alla convinzione che la cessione fosse legittima anche per un ente pubblico.

La proposta è stata quindi condivisa con l’assessore al bilancio, la giunta, l’ufficio finanziario e il segretario comunale. Fondamentale il lavoro della responsabile del settore finanziario, Giovanna Barbon, e del Segretario comunale Ruggero Tieghi che hanno contribuito allo studio tecnico poi trasmesso alla Corte dei Conti per un parere preventivo.

Una scelta di prudenza e trasparenza che si è rivelata vincente: la Corte ha dichiarato ammissibile la richiesta ed è entrata nel merito, confermando la possibilità per i Comuni di procedere alla cessione dei crediti tributari e patrimoniali, nel rispetto di precise prescrizioni.

Prima di spendere bisogna capire quante risorse entrano davvero nelle casse comunali: è una logica di buon senso, la stessa che usa ogni famiglia. Meglio incassare meno subito che continuare a sostenere costi su crediti che non verranno mai riscossi”, sottolinea l’assessore Alessandro Marangoni.

Il parere della Corte dei Conti, destinato a fare giurisprudenza, prevede l’adozione di un apposito regolamento e il ricorso a procedure di evidenza pubblica, rivolte a società autorizzate, spesso riconducibili al mondo della cartolarizzazione.

L’effetto è duplice: da un lato si monetizzano crediti altrimenti improduttivi, dall’altro si liberano risorse oggi accantonate, ampliando le possibilità di investimento per il territorio.

Non a caso, il Sole 24 Ore del 9 gennaio 2026 ha dedicato spazio alla pronuncia, inserendola tra le più significative per gli enti locali. Taglio di Po, ancora una volta, dimostra come anche un Comune di dimensioni contenute possa farsi laboratorio di buone pratiche amministrative, capaci di incidere sul dibattito nazionale e offrire nuove opportunità a tutta la pubblica amministrazione.

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