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La città guida i “no” alle trivellazioni

L’amministrazione comunale si propone al comando di una nuova presa di posizione del Polesine

La città guida i “no” alle trivellazioni

Adria si propone alla guida di una nuova presa di posizione del Polesine contro lo spettro delle trivellazioni per l’estrazione di gas metano nell’Alto Adriatico. Un tema tornato caldo dopo le recenti notizie sulle licenze rilasciate dal ministero dell’ambiente e dopo alcuni pronunciamenti di esponenti della Regione Veneto che hanno riacceso l’attenzione su possibili nuove attività estrattive nel Delta del Po.

All’inizio di febbraio, il consiglio comunale di Adria sarà chiamato a esprimersi su un documento di netta contrarietà alle estrazioni, promosso dal sindaco Massimo Barbujani e redatto insieme a Fabio Bellettato, presidente della sezione rodigina dell’associazione “Italia Nostra”. L’obiettivo è quello di trasformare il testo in una mozione condivisa da tutti i Comuni polesani, con Adria nel ruolo di capofila.

“Cogliamo con forte preoccupazione le notizie che hanno suscitato allarme nella nostra comunità e in tutto il Polesine”, si legge nel documento. Secondo quanto riportato, il ministero dell’ambiente avrebbe assegnato 34 licenze per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, alcune delle quali interesserebbero aree di particolare rilevanza ambientale e territoriale, coinvolgendo i comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Taglio di Po, Papozze, Villanova Marchesana e Gavello. Sebbene al momento non vi sia una conferma ufficiale sulla ripartenza delle attività estrattive, la sola ipotesi preoccupa amministrazioni comunale e cittadini.

Il Polesine è infatti un territorio fragile, segnato storicamente da fenomeni di subsidenza e abbassamento del suolo, che in passato sono stati collegati anche alle estrazioni di gas e che continuano a incidere sulla sicurezza idraulica. Il documento evidenzia come anche un ulteriore minimo abbassamento del territorio, combinato con l’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico, potrebbe rendere sempre più complessa la gestione della bonifica, accelerare l’erosione delle spiagge e favorire l’ingresso del mare nelle aree agricole, con conseguenze dirette su agricoltura, mitilicoltura, pesca e turismo. “Il documento è stato predisposto per rafforzare e rinvigorire la contrarietà all’estrazione di gas metano nell’Adriatico, alla luce delle dichiarazioni del consigliere regionale Corazzari e dell’assessore regionale Marcato. Pensiamo che possa essere approvato in tutti i consigli comunali del Polesine”, ha detto Barbujani.

Nel testo si contesta inoltre l’idea che la transizione energetica possa passare dal gas naturale, ritenuto una soluzione né sostenibile né lungimirante. Secondo i promotori, le risorse del sottosuolo polesano non garantirebbero autosufficienza energetica, se non per periodi limitati, mentre i rischi ambientali e socio-economici sarebbero elevati. Adria si propone dunque di trainare il Polesine in un percorso unitario e il sindaco non esclude di tornare in piazza: “Siamo pronti ad organizzare una manifestazione pubblica, come quella del 2023, quando 50 sindaci sfilarono contro le trivellazioni, da organizzare in città con il coinvolgimento dei sindaci polesani, della Provincia, dei rappresentanti regionali e nazionali, delle categorie economiche e delle associazioni. L’obiettivo è chiedere al governo di fare un passo indietro su ogni decisione che possa riportare le trivelle nel Delta del Po”.

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