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La Cna in tour sulla manovra “C’è poco per le nostre Pmi”

La critica dell'associazione di categoria di Padova e Rovigo guidata da Montagnin

La Cna in tour sulla manovra “C’è poco per le nostre Pmi”

La Cna racconta la legge di bilancio e fa il punto sulle principali novità: dal taglio Irpef dal 35% al 33%, alla detassazione per gli aumenti contributivi e dei premi di risultato, fino all’obiettivo “Transizione 5.0”, sottolineando però anche “le difficoltà in materia di agevolazione degli investimenti per le Pmi e l’assenza di interventi sul costo dell’energia”.

È stato un pienone quello fatto registrare dalle prime tre tappe del tour sulla manovra di bilancio organizzato da Cna Padova e Rovigo. A spiegare quali opportunità e quali criticità si nascondono nella pieghe della manovra sono i dirigenti territoriali di Cna e gli esperti dell’ufficio consulenza fiscale e finanza agevolata della Confederazione nazionale dell’artigianato e delle piccole e medie imprese. Gli eventi sono iniziati la settimana scorsa a Padova, per proseguire a Este e Villa del Conte.

In tutti e tre i casi le sale conferenze sono risultate gremite di imprenditori estremamente interessati ad individuare le opportunità di una manovra che, per la Cna, “non brilla per audacia né tanto meno per attenzione alle esigenze specifiche della piccola e media impresa ma che comunque offre alcune opportunità”. Gli incontri proseguiranno domani a Piove di Sacco, mercoledì nella sede di Cna di Porto Viro e giovedì nella sede di Cna a Rovigo. L’appuntamento, in tutti e tre i casi, è per le 18, e le prenotazioni crescono di ora in ora.

“Questa affluenza considerevole per noi non è stata più di tanto una sorpresa - spiega Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo - da tempo anche i nostri imprenditori artigiani hanno compreso che la legge di bilancio non è un provvedimento tecnico e distante, ma incide su fiscalità, costi, investimenti, lavoro e competitività. Per questo Cna ha scelto di organizzare un ciclo di incontri diffuso sul territorio con l’obiettivo di essere vicini alle imprese e discutere le norme nei luoghi in cui le imprese operano ogni giorno”.

Ed in effetti, per la Cna, tra le pieghe della manovra qualche elemento positivo c’è. “La legge di bilancio - continua Montagnin - vede una riduzione dell’Irpef da 35% a 33%. La detassazione degli aumenti retributivi legati ai rinnovi contrattuali è un segnale di attenzione al costo del lavoro come lo sono gli interventi sui premi di risultato, sui buoni pasto elettronici e sulla riduzione del cuneo su specifiche indennità. Bene anche la scelta di dedicare alcune risorse alla fase di uscita dalla precedente Transizione 5.0. Per contro i sostegni agli investimenti non risultano ancora a misura delle micro e piccole imprese. Il ritorno a strumenti come super e iper ammortamento rischia di ridurre la platea dei beneficiari e di penalizzare chi ha minore capienza fiscale e le soglie minime di investimento sono troppo elevate per molte imprese artigiane. Registriamo un impatto negativo dell’aumento delle accise sui costi di trasporto. Non solo: in questa, prudente, legge di bilancio non c’è sufficiente chiarezza normativa per garantire l’accesso ai benefici di Transizione 5.0 per chi ha presentato la domanda correttamente. Continuano a mancare interventi strutturali sui costi energetici e una riforma della bolletta per alleggerire oneri e parafiscalità. In definitiva, tra le luci e le ombre di questa Finanziaria, Cna vuole offrire agli artigiani, in un percorso di confronto continuo tra l’associazione e il mondo dell’impresa, tutti gli strumenti per poter ottenere il massimo da una legge che, lungi da essere un’astrazione, incide direttamente sulla vita delle imprese e delle comunità in cui i nostri associati sono inseriti”.

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