Le case di riposo del Veneto continuano a fare i conti con una carenza strutturale di personale sanitario e socio assistenziale, in particolare operatori socio sanitari (oss) e infermieri. Per fronteggiare questa emergenza, l’Unione regionale istituti per anziani (Uripa) guarda oltre confine. Il presidente Roberto Volpe si trova in questi giorni in Brasile per avviare contatti con autorità locali, scuole e istituti di formazione, con l’obiettivo di valutare possibili collaborazioni che consentano l’inserimento di oss nelle strutture venete.
La missione, che ha interessato in particolare l’area del Rio Grande do Sul fino a Porto Alegre, è stata definita dallo stesso Volpe come positiva sul piano dei primi contatti istituzionali. L’iniziativa si colloca però all’interno di una criticità che si protrae da tempo e che non ha ancora trovato soluzioni strutturali. Nel solo Padovano, gli anziani in lista d’attesa per un posto in Rsa sono 2.330, mentre i posti letto mancanti sono 918, pari a quasi il 40% del fabbisogno stimato.
Alla carenza di strutture si somma quella di personale. Secondo i parametri assistenziali, per ogni tre ospiti sono necessari due operatori. Le graduatorie locali non riescono a coprire le necessità e si stima una mancanza compresa tra i 400 e i 600 operatori sanitari. Una parte dei posti può essere occupata da infermieri, ma la maggioranza delle esigenze riguarda gli oss, figure centrali nell’assistenza quotidiana agli anziani.
Per quanto riguarda gli infermieri, il reclutamento dall’estero è già in atto da tempo grazie a titoli di studio maggiormente riconosciuti a livello internazionale. Per gli oss, invece, il percorso è più complesso, a causa delle differenze nei sistemi formativi. Da qui l’interesse verso Paesi come il Brasile e la Repubblica Dominicana, dove si punta a costruire percorsi di collaborazione che consentano il riconoscimento delle competenze e l’inserimento nelle strutture italiane.
La carenza di personale si inserisce in un quadro demografico in rapida evoluzione. Nel 2014 gli over 80 nel Padovano rappresentavano il 6,1% della popolazione, mentre nel 2024 la quota è salita al 7,8%, con un incremento del 27%. In Veneto gli over 65 costituiscono oggi il 24% della popolazione. L’invecchiamento, l’aumento delle cronicità e la progressiva riduzione delle reti familiari rendono sempre più frequente il ricorso alle Rsa.
Parallelamente cresce la pressione economica sulle famiglie. A Padova e provincia le rette sono aumentate mediamente di 4-5 euro al giorno, con costi mensili che oscillano tra 2.400 e 3.100 euro. La Regione interviene tramite l’Impegnativa di residenzialità, che copre importi tra 52 e 57,5 euro al giorno, ma solo il 75% degli aventi diritto riesce ad accedervi. Per chi ne resta escluso, la spesa può arrivare fino a 146 euro al giorno.
Le direzioni delle strutture collegano parte degli aumenti alla riforma regionale del maggio 2024, che ha modificato il sistema di rendicontazione introducendo criteri legati all’intensità assistenziale. Secondo gli operatori del settore, il nuovo modello tenderebbe a sottostimare i costi reali, soprattutto nelle strutture che accolgono ospiti con bisogni complessi o con disturbi comportamentali.
In questo contesto, la missione in Brasile rappresenta un tentativo di individuare nuove risorse umane per un sistema che fatica a rispondere alla crescente domanda di assistenza, legata all’evoluzione demografica e alla progressiva carenza di personale qualificato.