Cerca

NEGOZI

Meno vetrine, più spazio

Il commercio cambia volto

Meno vetrine, più spazio

Tra il 2011 e il 2025 il commercio fisico italiano ha vissuto una trasformazione profonda e silenziosa. In quattordici anni sono scomparsi oltre 103mila negozi, ma la rete commerciale non si è semplicemente ristretta: si è riconfigurata, puntando su punti vendita più grandi e strutturati. Secondo un’analisi di Confesercenti, a fronte di un calo marcato degli esercizi, la superficie commerciale complessiva è cresciuta del 7,4%, grazie all’aumento della dimensione media, salita da 117 a 144,5 metri quadrati, con un incremento vicino al 24%.

Il dato fotografa una convergenza verso il formato medio, che avanza mentre arretrano sia le botteghe tradizionali sia le maxi-superfici. La contrazione colpisce soprattutto i micro-negozi sotto i 50 metri quadrati e quelli di piccola dimensione, tra 51 e 150 metri quadrati, con una perdita complessiva di milioni di metri quadrati di superficie e un impatto diretto sull’imprenditoria indipendente. È qui che il cambiamento mostra il suo lato più critico, segnando la progressiva uscita dal mercato di attività storiche e specializzate.

In controtendenza crescono i formati medi, in particolare quelli compresi tra 151 e 250 metri quadrati, mentre resistono le imprese più solide, capaci di competere grazie a digitale, multicanalità e specializzazione. Anche le superfici oltre i 400 metri quadrati aumentano in modo significativo, trainate soprattutto dai formati intermedi, mentre i punti vendita oltre i 5.000 metri quadrati mostrano segnali di assestamento, con una lieve crescita numerica ma una riduzione delle dimensioni medie.

La trasformazione non procede in modo uniforme sul territorio. Regioni come Emilia-Romagna, Abruzzo, Lazio e Campania registrano un aumento della superficie commerciale nonostante il calo dei negozi, mentre altre aree, tra cui Sardegna, Puglia, Basilicata e Valle d’Aosta, mostrano una superficie stabile o in diminuzione. Il risultato è una mappa sempre più diseguale, con oltre 1.100 comuni italiani privi di un negozio alimentare specializzato e più di 500 senza nemmeno un minimarket, segnale di una crescente desertificazione commerciale.

Sul fronte dei consumi, tra il 2011 e il 2025 si registra una crescita complessiva del 22%, ma la distribuzione cambia radicalmente. La quota del commercio tradizionale scende sotto il 21%, mentre avanzano la grande distribuzione organizzata e soprattutto l’online, che passa da una presenza marginale a quasi il 14% del totale. Secondo Confesercenti, la perdita di superficie dei piccoli negozi equivale a miliardi di euro di consumi trasferiti verso i grandi canali fisici e digitali.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400