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GIUNTA

Nomina nel segno della parità

Le dimissioni aprono il nodo dell’equilibrio tra generi

Nomina nel segno della parità

Per il sindaco Valeria Cittadin la scelta del successore dell’ormai ex assessore Giuliana Bregolin può aspettare. “Abbiamo tempo” taglia corto il primo cittadino. Ma di certo “sarà donna – chiosa - e sarà sempre in quota civica Cittadin”. Insomma, il totoassessore, il borsino dei nomi più o meno quotati per l’ingresso in giunta, per il momento può aspettare. Anche perché l’ultimo mini “rimpasto”, quello applicato con la nomina ad assessore di Renato Campanile, è avvenuto poco più di un mese fa, il 23 dicembre. Con l’ingresso di Campanile in giunta in quota Fratelli d’Italia, infatti, anche le deleghe degli altri assessori sono state ritoccate. Quasi tutti, per la verità. Perché in quell’occasione, l’unica eccezione, ovvero l’unico assessore che non si è vista sfiorare i referati di cui era titolare è stata proprio Bregolin. Però, c’è un però. La presenza di Bregolin ha garantito fino a lunedì l’equilibrio previsto per legge della parità di genere. E con la sua uscita di scena viene meno il principio sancito dalle norme per cui nei comuni al di sopra dei tremila nessuno dei due sessi può essere rappresentato in giunta in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico. E il sindaco deve rispettare tale equilibrio di genere. Quanto tempo abbia Cittadin per riassettare la giunta è materia di approfondimento tecnico ma, di certo, nel giro di qualche settimana dovrà provvedere a “sanare” lo sbilanciamento.

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