VOCE
ceregnano
26.01.2026 - 10:00
Una sessantina di persone ha preso parte, venerdì sera a Ceregnano, all’iniziativa “Memoria del presente”, una serata molto partecipata, intensa ed emotivamente toccante, dedicata alla Giornata della Memoria e costruita come un percorso di parola, teatro, cultura e riflessione civile, che ha ricevuto numerosi apprezzamenti da parte del pubblico.
Non solo una commemorazione, ma anche un vero e proprio momento culturale: attraverso testi di Primo Levi, il racconto “La notte” di Elie Wiesel, poesie e un testo dedicato al Porrajmos, accompagnati dalla musica, la parola scritta ha aiutato a comprendere più a fondo cosa sono stati i genocidi e perché continuano ancora oggi a interrogarci.
L’intreccio tra parole, immagini e suoni ha reso l’esperienza particolarmente coinvolgente, amplificando l’impatto emotivo della serata.
Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali di Giacomo Stoppa, capogruppo del gruppo consiliare Pd di Ceregnano, che ha richiamato il senso profondo dell’iniziativa.
“La memoria - ha detto - non è un rito da celebrare una volta all’anno, ma una responsabilità continua. Serve se ci aiuta a riconoscere nel presente i segnali dell’odio, dell’esclusione e dell’indifferenza, prima che diventino normalità”.
È seguito l’intervento di Carlo Barotti, presidente dell’Anpi – Sezione di Villadose, che ha sottolineato il valore della memoria come argine all’indifferenza e come impegno quotidiano: “Le persecuzioni non iniziano mai all’improvviso: crescono nel silenzio e nell’assuefazione. Per questo la memoria va coltivata ogni giorno. Come Anpi stiamo lavorando alla realizzazione del Giardino della Memoria, uno spazio permanente di riflessione per le comunità di Ceregnano e Villadose, un luogo che ricordi le vittime e sia monito contro la guerra e contro ogni forma di disumanizzazione. La nostra Costituzione, all’articolo 11, ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali: un principio che oggi più che mai deve guidare le nostre scelte”.
Nel corso della serata, Andrea Baldo, consigliere comunale del gruppo Pd di Ceregnano, ha voluto ringraziare esplicitamente l’Anpi per il ruolo fondamentale che svolge nella società.
“Mentre oggi celebriamo la Giornata della Memoria - ha spiegato - l’Anpi tiene viva la memoria delle vicende nazifasciste 365 giorni all’anno. È un presidio essenziale, senza il quale il rischio dell’oblio sarebbe molto più alto”.
Baldo ha poi spiegato il significato del sottotitolo della serata, “Tre storie, un’unica responsabilità”: “Abbiamo attraversato la Shoah, il Porrajmos e l’Omocausto, con la responsabilità storica del nazifascismo, ma abbiamo voluto allargare lo sguardo anche ad altri periodi e contesti: il genocidio armeno del primo Novecento e il genocidio che oggi è in atto a Gaza. Cambiano i tempi e i luoghi, ma la responsabilità resta sempre la stessa: l’odio verso l’altro”.
Particolarmente intenso e apprezzato dal pubblico è stato l’intervento di Rohan, giovane universitario del Dams di Bologna e appartenente alla comunità Lgbtq+, che ha invitato a interrogarsi sul senso reale del ricordare: “La Giornata della memoria è un evento annuale, si dice: ricordare per non ripetere. Quanto di ciò ci ricorderemo un giorno, una settimana o un mese dopo? Noi siamo ancora qui, nonostante ciò che è successo e nonostante ciò che succede ancora tutti i giorni. Noi, minoranze che ancora combattiamo per ciò che gli è dovuto: semplicemente il diritto di vivere tranquillamente”.
Cuore della serata è stata poi l’azione teatrale, che ha intrecciato voci, immagini, musica e testi letterari, mettendo in dialogo passato e presente.
Sul palco Achille Ferrari, Paolo Zaffoni, Silvia Vanini, Linda Botoc e Lucia Vanini hanno dato vita a una narrazione intensa e corale. Attraverso letture tratte da Primo Levi, dal racconto La notte di Elie Wiesel, poesie e un testo dedicato al Porrajmos, il teatro ha restituito al pubblico la complessità e la profondità dei genocidi del Novecento e del presente.
Di particolare valore la partecipazione di Lucia Vanini e Linda Botoc, entrambe quattordicenni, alle prime esperienze teatrali, a testimonianza di come la memoria possa e debba coinvolgere anche le nuove generazioni.
A chiudere la serata è stato l’intervento di Silvia Vanini, consigliera comunale del gruppo consiliare Scelta Civica per Gavello.
“Ringrazio il pubblico per aver condiviso con noi questo momento denso di evocazioni e flash sul presente - ha ribadito - per essersi messo in ascolto di parole, immagini e testi e per aver condiviso attraverso lo sguardo le proprie emozioni. La memoria vive anche in questo: nella capacità di ascoltare e di sentire insieme”.
“Memoria del presente” si è così confermata una serata capace di unire emozione, cultura e impegno civile, lasciando al pubblico una domanda aperta: che cosa facciamo, oggi, di ciò che ricordiamo?
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