VOCE
TAGLIO DI PO
27.01.2026 - 19:13
Leandro Maggi
TAGLIO DI PO - Ci sono ferite che il tempo non cancella, ma trasforma in radici profonde. Per la comunità di Taglio di Po, il 27 gennaio non è una data qualunque: è il giorno in cui la memoria collettiva si fa carne e preghiera. Quest'anno, per la 140esima volta, il paese si è fermato per onorare la Madonna del Vaiolo, rinnovando un legame indissolubile che unisce fede, storia e identità locale.
La genesi di questa devozione risiede in uno dei capitoli più cupi del territorio. Tra la fine del 1886 e l’inizio del 1887, un morbo invisibile e letale — il vaiolo nero, giunto probabilmente su un peschereccio dalla Turchia — mise in ginocchio il paese. Su duemila abitanti, il bilancio fu tragico: 358 morti e oltre 800 contagiati. In un clima di terrore, il 26 gennaio 1887 il sindaco Ulisse Casalicchio e il parroco don Nordio invocarono la protezione della Beata Vergine della Salute. Il giorno seguente, l’intera popolazione portò in processione la statua della Vergine e, da quel momento, il contagio svanì miracolosamente. Ancora oggi, la processione è un rito che vede schierate tutte le componenti della società. Al fianco della sindaca Layla Marangoni, hanno sfilato le massime autorità locali: il Comandante della stazione dei Carabinieri, Giuseppe Attisani, e il Comandante della Polizia Municipale, Maurizio Finessi. La sicurezza e l'ordine della manifestazione sono stati garantiti dai volontari della Protezione Civile, mentre il tessuto educativo del paese è stato rappresentato dagli Scout e da una nutrita schiera di bambini e bambine vestiti da paggetti, che hanno accompagnato il cammino con la freschezza della loro età.
Le note della Banda Cittadina “Giuseppe Verdi”, diretta dal maestro Mario Marafante, hanno scandito il passo solenne dei fedeli, creando un'atmosfera di profonda commozione. La statua della Madonna, come da tradizione, ha attraversato le vie sul carro trainato da un trattore. Il parroco, don Damiano Vianello, ha saputo tratteggiare il valore intimo di questa ricorrenza, spiegando come il rapporto con Maria sia per i tagliolesi un rifugio costante: “Capita spesso di trovare proprio sull'altare un cestino dove vengono depositate preghiere nel segreto. Questo diventa una forma simbolica di una relazione personale con la mamma di Gesù. Vorremmo anche noi, grandi o piccini, salire un po' in braccio alla Madonnina, lasciarci coccolare e proteggere dalle tante infinite situazioni. Chi non chiede un po' di salute per sé e per i propri cari? La Madonnina continua ad accompagnare la vita”.
Il vescovo, monsignor Giampaolo Dianin, durante la processione si è fermato per salutare gli ospiti della casa di riposo, intitolata proprio alla Madonna del Vaiolo.
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