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estrazioni in Alto Adriatico

“Non c’è spazio per trattative”

Nuova presa di posizione da Adria

“Non c’è spazio per trattative”

“Ci stiamo opponendo totalmente a qualsiasi progetto di nuove trivellazioni nell’area dell’Alto Adriatico”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Dario Bond all’incontro che si è tenuto ieri mattina con Cia Veneto sullo stato dell’arte del mondo agricolo regionale.

“Non c’è spazio per alcuna trattativa in tal senso”. Una dichiarazione pubblica che ha raccolto la soddisfazione del presidente di Cia Rovigo, Erri Faccini: “Eventuali trivellazioni nell’area dell’Alto Adriatico causerebbero un’irrimediabile ingressione salina nel Delta del Po, un maggiore rischio di erosione delle coste e di inondazioni e, non da ultimo, un danno economico irreversibile per l’intero territorio”.

Il fenomeno della subsidenza, originato a partire dagli anni Cinquanta dalla massiccia estrazione di metano dal sottosuolo, ha provocato “un abbassamento abnorme e non uniforme del territorio deltizio, che si è aggiunto al naturale bradisismo della Valle Padana e agli assestamenti locali indotti dal prosciugamento e dai processi di combustione delle sostanze organiche più superficiali”. A tutt’oggi, senza nessuna estrazione in corso, “nei punti più critici il piano campagna registra minimi di oltre 4 metri sotto il livello del mare, con crescente pericolosità sotto il profilo idraulico; una condizione resa più acuta dalla diffusa erosione delle barriere naturali a mare costituite da cordoni dunosi più recenti”. A margine della tavola rotonda il presidente di Cia Veneto, Gianmichele Passarini, ha auspicato che “questa collaborazione avviata con il nuovo assessore regionale prosegua nel corso del tempo”. “Il nostro ruolo è strategico - ha concluso - Siamo produttori di cibo sano, ma anche e soprattutto custodi del territorio”.

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