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Gli studenti incontrano i sopravvissuti

Se la storia “non si può riscrivere”

Gli studenti incontrano i sopravvissuti

Una lezione diversa dal solito, dove la storia prende vita attraverso i racconti diretti di chi l’ha vissuta. Lunedì 26 gennaio, gli studenti della classe terza della scuola primaria “J. Turolla” di Ariano nel Polesine hanno partecipato a una mattinata speciale presso i locali dell’“Ing. Arturo Pedrelli”, una delle sedi del Ciass (Consorzio Isola Ariano Ariano Servizi Sociali). Ad accoglierli, alcune residenti della casa di riposo locale, che per un giorno hanno vestito i panni di “docenti” raccontando ai ragazzi episodi e testimonianze della Shoah.

L’iniziativa, dal titolo “La storia non si riscrive”, si inserisce nel programma delle celebrazioni per il Giorno della Memoria e ha rappresentato un momento unico di confronto intergenerazionale. Dalla testimonianza diretta delle donne sopravvissute emerge infatti non solo il ricordo di anni bui, ma anche la speranza di prevenire in futuro altri genocidi, educando i giovani alla riflessione e al rispetto della dignità umana. L’incontro è stato coordinato da Matteo Guglielmi, educatore Ciass della struttura di Ariano, e dall’insegnante Barbara Pausini. Una dozzina di ragazzi hanno partecipato al primo incontro; lunedì 1 febbraio toccherà alla seconda sezione di terza vivere la stessa esperienza.

Grazie a un percorso che ha evocato odori, colori, gusti e suoni, il tema delicato della tragedia del popolo ebraico è stato affrontato senza turbare la sensibilità dei più piccoli. Le “docenti” d’eccezione – Blandina Zanellato, Neve Zagati, Anna Traforini, Giuseppina Dissette ed Enza Gatti – hanno condiviso episodi vissuti in prima persona, raccontando piccoli gesti quotidiani per sopravvivere, come il non indossare mai il pigiama per poter fuggire di notte o tenere sempre la luce spenta per evitare i colpi dei tedeschi. I ragazzi hanno partecipato attivamente, ponendo numerose domande e dimostrando grande interesse per le storie raccontate. “In un mondo ormai sempre più dominato da social e troppo spesso anche dalle fake news - così il il presidente del Cda Gilberto Moretti - la testimonianza diretta dei sopravvissuti assume un valore enorme che va oltre il semplice racconto. Qui non si tratta soltanto di far incontrare e dialogare generazioni diverse ma educare i giovani d'oggi, quelli che diventeranno gli uomini di domani, al dialogo, al rispetto, alla convivenza per scongiurare in futuro il ripetersi di accadimenti come quelli del secolo scorso. Così come la storia non si può riscrivere, ma solo conoscere, anche la tolleranza va insegnata e coltivata sin dai banchi di scuola”.

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