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GIOCHI

Nuove regole per Lotto e Superenalotto

Svolta fiscale sulle vincite

Nuove regole per Lotto e Superenalotto

Da oggi cambia il volto dei giochi numerici legali in Italia. Con l’entrata in vigore della riforma firmata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, Lotto, Superenalotto e lotterie affini sono sottoposti a una disciplina più stringente che incide su puntate, premi e tassazione delle vincite. L’intervento mira a rendere più trasparente un comparto che nel 2024 ha generato oltre 157 miliardi di euro di giocate, a fronte di 10,4 miliardi di entrate per lo Stato, rafforzando al tempo stesso il contrasto all’illegalità.

Il nuovo impianto normativo arriva in un contesto segnato da evasione fiscale diffusa e proliferazione di piattaforme non autorizzate. Secondo i dati illustrati in commissione Finanze alla Camera dalla sottosegretaria all’Economia Lucia Albano, tra il 2020 e il 2024 la Guardia di Finanza ha rilevato oltre 5.000 irregolarità nel settore delle scommesse, con circa 2 miliardi di base imponibile sottratta al fisco e 184 milioni di euro di mancate entrate. Parallelamente, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha intensificato l’oscuramento dei portali illegali, arrivando a quasi 12.000 siti bloccati, di cui 172 solo nelle prime settimane del 2026.

La riforma ridefinisce anche l’assetto dei giochi numerici, distinguendo tra giochi a quota fissa e giochi a totalizzatore nazionale. Cambiano i limiti delle puntate, che ora si muovono entro un perimetro più rigido, mentre resta confermato il tetto massimo di 1.000 euro per singola giocata. L’obiettivo è contenere l’esposizione dei giocatori e uniformare le regole tra le diverse tipologie di concorso.

Il punto più incisivo riguarda però la tassazione delle vincite. Entra infatti a regime la cosiddetta «tassa della fortuna», con una trattenuta automatica del 20% su tutti i premi superiori a 500 euro. Chi supera questa soglia riceve l’importo già decurtato, mentre le vincite inferiori restano esenti. Un meccanismo che riduce sensibilmente l’assegno finale dei grandi vincitori e garantisce allo Stato una quota immediata dei premi più consistenti.

Restano infine confermati i termini stringenti per la riscossione delle vincite. I premi non reclamati entro le scadenze previste vengono definitivamente acquisiti dall’erario, un aspetto che ogni anno pesa per milioni di euro e che la nuova disciplina ribadisce con maggiore chiarezza.

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