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Una raccolta in nome del “Pres”

Gara di solidarietà attorno ad Alice e Sveva, moglie e figlia di Matteo Ghisellini. Raccolti 10mila euro

Una raccolta in nome del “Pres”

Davanti al trauma della morte improvvisa e inaspettata di Matteo Ghisellini, il presidente della società Sc calcio Altopolesine, morto a 58 anni mentre si trovava con la famiglia in Spagna, e a fianco di Alice, la moglie e di Sveva, la figlia, si sta muovendo una macchina della solidarietà che solo una comunità coesa può attivare.

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Matteo, Alice e Sveva, infatti, si trovavano a Girona, in Spagna per la riabilitazione che la figlia sta affrontando per riuscire a convivere con una disabilità di tipo neuro motorio. Con la caparbietà e la forza che Matteo dimostrava in tutte le sfide che la vita gli sottoponeva, infatti, aveva cercato e trovato insieme ad Alice il centro Som-Hi Rehab di Girona. Qui andranno i fondi della raccolta che Alice Novelli ha attivato per aiutare il centro e le famiglie che come la sua, hanno bisogno di cure, di sostegno e di speranza. Sono stati già raccolti 10mila euro in pochissimi giorni.

Una dimostrazione di affetto verso Matteo Ghisellini e la sua famiglia, ma anche un segno di come di fronte a un dramma è spinta vitale e necessaria, trovare un senso, una luce.

A Girona e al Som-Hi Rehab Matteo e Alice avevano trovato la loro strada. Cristina Corbo, fondatrice e direttrice del centro, è innanzitutto una mamma il cui figlio soffre di una paralisi cerebrale. Cristina dice: “C’è sempre una possibilità e non bisogna smettere di cercarla”. La famiglia di Matteo ha trovato proprio in Spagna un approdo sicuro. “Avevamo appuntamento alla mattina in centro - racconta ancora incredula Cristina - Matteo diceva di non stare bene da alcuni giorni, ma che si era ripreso. Vedo Alice che porta la bimba, e chiedo di Matteo. Ma lui non rispondeva al telefono. Alice ha preferito tornare indietro in appartamento. E da lì minuti infiniti e disperati il massaggio cardiaco, se ci penso rimango congelata”.

La spinta vitale di Alice e Sveva e di tutta la comunità che sta a fianco a questa famiglia, dunque oggi porta a Girona e torna a Girona, con solidarietà e generosità. “La riabilitazione neurologica deve essere costante - spiega ancora Cristina - Offriamo un modello innovativo di riabilitazione neurologica intensiva (Imot) progettato per stimolare al massimo la neuroplasticità cerebrale e sbloccare tutto il potenziale nascosto di ogni paziente”. Nel centro spagnolo, nato dalla visione di due italiani, Cristina e il marito, ci sono dispositivi robotici e terapie di tutti i tipi, disegnati sulle esigenze del paziente.

E soprattutto c’è una seconda famiglia per Alice e Sveva, che oggi, in memoria di Matteo, viene sostenuta anche da decine di massesi e di polesani che si sono uniti alla raccolta fondi. L’intenzione è quella di attivare un concorso per consentire alle famiglie che ne hanno bisogno di accedere al centro.

Chi vuole donare, può farlo tramite l’iban nel conto intestato ad Alice Novelli: IT52R0306957791100000007940. La somma raccolta sarà una benedizione per molte famiglie che, come racconta Cristina: “Vivono nella paura e nel timore per i propri figli e per il loro futuro”.

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