VOCE
veneto
29.01.2026 - 16:44
VENEZIA -“Il caso dell’appalto per la fornitura di personale sanitario presso l’Ulss 3 Serenissima non rappresenta un’anomalia né un mero errore procedurale. È, al contrario, l’esito prevedibile di una scelta politica precisa: il progressivo disinvestimento dello Stato nella sanità pubblica, nel personale e nei finanziamenti strutturali”.
Così Daniele Giordano, Segretario Generale Cgil Venezia, e Ivan Bernini, Segretario Generale Fp Cgil Venezia, che tornano ad accendere i riflettori sul progressivo indebolimento della sanità pubblica.
!Da anni il Servizio sanitario nazionale viene indebolito attraverso il blocco delle assunzioni, il sottofinanziamento cronico, la riduzione degli organici e la precarizzazione del lavoro – spiegano i rappresentanti sindacali –. In questo contesto, il ricorso a esternalizzazioni, somministrazione e appalti è diventato prassi per garantire servizi essenziali come pronto soccorso, reparti ospedalieri e continuità assistenziale!.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: cooperative e società private chiamate a colmare carenze strutturali del sistema pubblico, spesso con costi più elevati, minori tutele per i lavoratori e rischi concreti per la qualità delle cure.
Quando questi soggetti si rivelano inadeguati o incapaci di garantire il personale promesso – come nel caso emerso all’Ulss 3 – a pagarne le conseguenze sono i cittadini e gli operatori sanitari rimasti in servizio, sottoposti a carichi di lavoro sempre più insostenibili.
!In questo quadro emerge con chiarezza anche un ulteriore elemento critico – evidenziano Giordano e Bernini –. Come CGIL avevamo denunciato pubblicamente questa scelta fin dal principio, nel marzo 2022, evidenziandone rischi e criticità attraverso un nostro comunicato e prese di posizione pubbliche. A fronte di tali segnalazioni, l’Ulss 3 aveva risposto in maniera piccata, arrivando ad attaccare la nostra organizzazione sindacale anziché entrare nel merito delle questioni sollevate. I fatti dimostrano oggi che quelle preoccupazioni erano fondate!.
Per Giordano e Bernini "resta inoltre aperta una questione rilevante sul piano delle procedure: nonostante le previsioni della normativa sugli appalti, parrebbe che non siano state adeguatamente valutate le reali caratteristiche della cooperativa aggiudicataria. Capacità organizzativa, affidabilità, solidità economica e concreta possibilità di garantire il servizio avrebbero dovuto essere oggetto di una verifica rigorosa, trattandosi di personale sanitario destinato a servizi essenziali!.
«Non si può continuare a trattare la sanità come un mercato e il personale come una variabile da esternalizzare – attaccano i Segretari di Cgil e Fp Cgil –. La salute non è una merce e il lavoro sanitario non è un servizio qualsiasi da mettere a gara. È necessaria un’inversione di rotta chiara: investimenti strutturali, assunzioni stabili, valorizzazione del personale pubblico e la fine dell’abuso di appalti e cooperative che frammentano il sistema e ne indeboliscono le fondamenta».
«Questo episodio deve diventare un punto di svolta. Senza un rifinanziamento serio del Servizio sanitario nazionale e senza una politica che rimetta al centro il lavoro pubblico, casi come questo non solo continueranno a verificarsi, ma rischiano di diventare la normalità», concludono.
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