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In vendita gli immobili in disuso

Bilancio: il debito in capo a ogni cittadino si è ridotto di 155 euro nel giro di appena tre anni

In vendita gli immobili in disuso

Semaforo verde dal consiglio comunale al Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2026-28. Nell’ambito della presentazione del bilancio previsionale, l’assemblea cittadina ha recentemente dato il via libera all’unanimità al piano triennale, dopo la relazione dell’assessore Stefano Baldo. “Il piano - ha illustrato l’esponente della giunta - prevede la dismissione di alcuni immobili dall’elenco del patrimonio indisponibile e il loro inserimento nel patrimonio disponibile dell’ente, così da consentirne la valorizzazione o l’eventuale alienazione”.

Nell’elenco dei beni interessati dal piano ci sono edifici del centro cittadino, come villa Finzi, palazzo Piana, palazzo degli Estensi, la caserma dei carabinieri e l’ex caserma della polizia di Stato, così come immobili situati nella periferia come l’ex scuola di Villafora, la sala polivalente di Villa d’Adige, l’ecocentro, l’area di Crocetta, terreni edificabili ed altri immobili situati nelle frazioni.

Nella relativa delibera approvata, si legge poi che “il servizio tecnico comunale ha proceduto alla predisposizione di un elenco degli immobili di proprietà del Comune di Badia Polesine non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali e per i quali non si prevede un ulteriore utilizzo per la logistica comunale”. Inoltre, sempre stando al documento, sono state esaminate “le nuove e possibili diverse funzioni degli immobili stessi in relazione alle esigenze dell’amministrazione comunale”.

Da ormai diversi anni, la partita legata all’alienazione dei beni comunali non più strumentali è strettamente connessa a quella relativa ai derivati finanziari. A questo proposito, sempre nel corso della presentazione del previsionale, Baldo ha aggiornato che “per quanto riguarda i derivati, per il 2026 è stata messa a bilancio una spesa di 211mila euro. Nel 2020 e nel 2021 si è usufruito di una moratoria su due derivati a causa del periodo Covid-19. Tali quote verranno restituite in coda della chiusura delle scadenze ordinarie dei derivati, che termineranno nel corso del 2026”. “In generale - ha precisato ancora l’assessore al bilancio - l’indebitamento dell’ente si sta abbassando e prevediamo di portarlo a 2,9 milioni di euro euro, con un indebitamento pro capite che scenderà a 287,35 euro, rispetto ai 442,25 del 2023, 379,40 del 2024 e 332,27 euro del 2025”.

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