Bagnini provenienti dall’Argentina per colmare i posti rimasti scoperti sulle spiagge dell’Alto Adriatico, dei laghi e del Garda. È quanto sta avvenendo nel settore del soccorso in mare, dove la carenza di personale qualificato continua a rappresentare una delle principali criticità in vista dell’avvio della stagione estiva. A confermarlo è Lorenzo Braida, gestore della concessionaria Bibione Mare e presidente regionale veneto del Sib, il Sindacato italiano dei balneari.
Braida ha affrontato il tema a margine del convegno svoltosi in Fiera, promosso dalla Bcc Pordenonese Monsile, dedicato agli interessi delle banche nel litorale e allo sviluppo delle infrastrutture. Nel suo intervento ha fatto il punto sulla situazione occupazionale del comparto balneare, sottolineando come le difficoltà riscontrate nel 2025 siano simili, se non peggiori, a quelle dell’anno precedente.
"In Veneto manca almeno il 30 per cento della forza lavoro – ha spiegato – Nel mio caso concreto, su dieci bagnini che devo assumere, ne ho trovati soltanto sei». In Alto Adriatico, secondo i dati forniti, al momento risulta coperto circa il 60-65 per cento dei posti necessari. Con la stagione ormai alle porte e l’apertura degli stabilimenti prevista tra pochi mesi, la ricerca di personale è entrata nella fase più intensa.
Le difficoltà, secondo Braida, sono legate anche a un quadro normativo che fatica ad adeguarsi alle esigenze del settore. Tra i temi citati vi è quello contenuto nel decreto Milleproroghe, che concede un ulteriore anno di proroga alla norma che permette ai minorenni di ottenere il brevetto per il salvamento. Inoltre, è in fase di definizione una legge che consentirà, oltre alla Federazione italiana nuoto (Fin), anche ad altri enti di organizzare corsi e rilasciare brevetti per il soccorso in acqua.
La carenza di personale italiano ha spinto molte concessionarie a rivolgersi all’estero, in particolare all’Argentina. "Questa situazione ci porta ad assumere personale straniero, soprattutto dall’Argentina", ha precisato Braida. La scelta è legata a diversi fattori: molti candidati hanno origini italiane o una buona conoscenza della lingua, oltre a essere considerati validi nuotatori.
Il reclutamento avviene attraverso società specializzate nella ricerca di personale, che propongono pacchetti comprensivi di vitto e alloggio. "Senza queste condizioni – ha aggiunto Braida – difficilmente accettano di venire a lavorare in Italia".
Del problema è a conoscenza anche la Regione Veneto. L’assessore regionale al Turismo, Lucas Pavanetto, ha sottolineato come il ricorso a personale straniero sia una conseguenza di una situazione complessa. "Capisco la necessità di ricorrere a figure provenienti dall’estero – ha dichiarato – ma sarà importante verificare quanti effettivamente verranno assunti".
Pavanetto ha ricordato che per poter lavorare come bagnino sulle spiagge venete sono requisiti fondamentali la conoscenza della lingua italiana e il possesso dei brevetti previsti dalla normativa. "Chiunque verrà a lavorare per garantire la sicurezza dei nostri turisti in mare – ha concluso – sarà comunque il benvenuto".
La stagione estiva si avvicina e il settore balneare continua a fare i conti con una carenza strutturale di personale, che sta portando a una crescente apertura verso il mercato del lavoro internazionale per garantire il servizio di salvataggio lungo le coste e nelle località lacustri.