VOCE
sanità
30.01.2026 - 10:00
Un bando per 85 posti da infermiere. E 183 candidati ammessi. E’ il primo passaggio del maxiconcorso di Azienda zero per 916 posti, a tempo pieno e indeterminato, di infermiere.
Numeri che indicano una “fame” di infermieri nelle strutture sanitarie pubbliche, che forse grazie a questo concorso sarà, se non del tutto, in gran parte “saziata”: oltre a quelli per l’azienda sanitaria polesana ci sono 110 posti all’Ulss 1 Dolomiti, 100 all’Ulss 2 Marca Trevigiana, 80 all’Ulss 3 Serenissima, 100 all’Ulss 4 Veneto Orientale, 30 all’Ulss 6 Euganea, 110 all’Ulss 7 Pedemontana, 100 all’Ulss 8 Berica, 10 all’Ulss 9 Scaligera, 120 all’ospedale universitario di Padova, 70 all’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e uno all’ Istituto Oncologico Veneto.
Il bando si è aperto il 17 dicembre e si è chiuso il 15 gennaio. Ora è terminata la verifica dei titoli, con la comunicazione degli ammessi. In tutto, 2.837 candidati. Sembra un numero molto alto, quasi a testimoniare una grande vitalità della professione infermieristica, anche se purtroppo i numeri possono trarre in inganno. Intanto perché nel conto c’è anche chi ha da poco terminato il concorso di studio e deve passare dal contratto a tempo determinato a quello indeterminato e poi perché si tratta per lo più di infermieri che migreranno da altre strutture, soprattutto istituti per anziani, con una traslazione del “problema”. Nel bando si specifica che “la scelta della sede al momento dell’assunzione compete all’azienda nella cui graduatoria il candidato sarà utilmente collocato sulla base delle esigenze della medesima al momento dell’utilizzo della graduatoria: la rinuncia a prestare servizio a tempo indeterminato nella sede proposta comporta l’immediato depennamento del nominativo dalla graduatoria ad ogni conseguente effetto”. Tutto è bene quel che finisce bene? In realtà, sono proprio i numeri a confermare le difficoltà di reperimento di infermieri: nel 2020 ci sono stati 5mila candidati per 190 posti, un anno fa 2. 825 per 640.
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