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Mancano i medici, assumeremo quelli stranieri

La decisione della Regione

Fuga dei medici dagli ospedali del Polesine

medici in corsia

Il presidente della Regione inaugura il nuovo ospedale di comunità di Bassano del Grappa, una delle strutture previste per rafforzare l’assistenza territoriale. Per rendere operative queste realtà, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha confermato che a livello nazionale è previsto il reclutamento di 6.000 infermieri e 1.000 medici. Il potenziamento degli organici si inserisce in un contesto che continua a registrare una carenza di personale sanitario, in particolare di medici nei reparti e nei pronto soccorso.

In attesa delle nuove assunzioni, le istituzioni stanno adottando misure transitorie. Il Governo ha presentato un emendamento al decreto Milleproroghe che consente di trattenere in servizio i medici fino a 72 anni o di riammettere quelli già collocati in quiescenza. Parallelamente, in Veneto è stato pubblicato l’avviso per il reclutamento di specialisti stranieri nei pronto soccorso, a sei mesi dalla delibera regionale che aveva avviato il percorso.

L’atto, approvato da Azienda Zero dopo una fase di confronto e revisione, prevede una manifestazione di interesse rivolta a medici specialisti cittadini dell’Unione europea e di Paesi extra Ue, in possesso di titoli di studio stranieri non ancora riconosciuti. L’obiettivo è la creazione di un elenco regionale di professionisti idonei all’assunzione con contratti a tempo determinato nelle strutture di emergenza-urgenza delle Ulss venete, in continuità con la procedura già attivata per i sanitari ucraini.

Gli incarichi potranno essere conferiti nelle nove aziende sanitarie territoriali del Veneto, con esclusione delle aziende ospedaliere di Padova e Verona e dell’Istituto oncologico veneto. Tra i requisiti richiesti figurano la documentazione sul titolo di studio, l’iscrizione all’Ordine nel Paese di origine, l’attestazione di onorabilità professionale, l’assenza di impedimenti di natura penale e la conoscenza della lingua italiana.

La valutazione dei candidati avverrà attraverso un colloquio. Qualora la commissione rilevi carenze linguistiche, potrà rinviare l’esame a una sessione successiva, subordinando l’idoneità al completamento della preparazione. È inoltre prevista la possibilità di prescrivere un tirocinio compensativo nel caso emergano differenze colmabili tra le competenze possedute e quelle richieste per l’attività nei servizi di emergenza-urgenza.

Sul fronte nazionale, l’emendamento depositato in commissione Bilancio alla Camera prevede la proroga fino al 31 dicembre 2026 della possibilità di conferire incarichi semestrali di lavoro autonomo a dirigenti medici, veterinari, sanitari e operatori sociosanitari in pensione. I professionisti già in servizio potranno restare in attività fino a 72 anni, mentre quelli già collocati a riposo potranno rientrare scegliendo tra pensione o stipendio. La norma esclude la possibilità di ricoprire incarichi apicali e non si applica ai docenti universitari con attività assistenziale in ambito medico-chirurgico.

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