Cerca

veneto

Non ha il superbiglietto olimpico: bimbo lasciato a piedi nella neve

Esplodono le proteste

Non ha il superbiglietto olimpico: bimbo lasciato a piedi nella neve

E' divenuto un caso di rilevanza nazionale, quello del bambino di 11 anni è rimasto a piedi dopo essere stato fatto scendere da un autobus di linea a San Vito di Cadore, in provincia di Belluno, perché in possesso di un biglietto non conforme alla nuova tariffa introdotta sulla tratta in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di martedì 27 gennaio e ha coinvolto un alunno residente nella zona, di nome Riccardo.

Per approfondire leggi anche:

Terminata la giornata scolastica, il minore si è recato come di consueto alla fermata dell’autobus per rientrare a casa. All’autista del mezzo ha consegnato un biglietto ordinario del valore di 2 euro e 50 centesimi. Sulla linea Calalzo-Cortina, tuttavia, nel periodo preolimpico è stata introdotta una tariffa speciale di 10 euro a corsa. L’autista ha quindi comunicato al bambino che il titolo di viaggio non era valido e che, in assenza del nuovo biglietto o del pagamento in contanti dell’importo richiesto, non poteva essere trasportato, invitandolo a scendere.

Il minore ha così affrontato a piedi il tragitto da San Vito di Cadore a Vodo di Cadore, pari a circa sei chilometri. Il percorso si è svolto in condizioni meteorologiche difficili, con neve presente lungo la ciclopedonale e temperature intorno ai 3 gradi. Il bambino indossava due zaini, uno contenente libri e quaderni e l’altro l’attrezzatura per l’ora di educazione fisica. È arrivato a casa intorno alle 18.10, in condizioni di forte affaticamento.

Il servizio di trasporto pubblico locale sulla tratta interessata è gestito da Dolomiti Bus, che affida parte del servizio in appalto alla società La Linea Spa di Marghera. In serata Dolomiti Bus ha comunicato la sospensione dell’autista coinvolto nell’episodio e l’avvio di verifiche interne per accertare quanto accaduto. Parallelamente, la Procura della Repubblica di Belluno ha aperto un’inchiesta per valutare eventuali profili di responsabilità.

La nonna del bambino, l’avvocata Chiara Balbinot del foro di Padova, ha presentato una querela. Secondo quanto riferito, il minore era in possesso di un carnet di biglietti ordinari e avrebbe potuto utilizzarne più di uno per raggiungere l’importo richiesto, ma gli sarebbe stato chiesto di effettuare il pagamento esclusivamente in contanti, somma che non aveva con sé.

La vicenda ha attirato l’attenzione anche a livello istituzionale. Esponenti politici regionali e nazionali hanno chiesto chiarimenti sull’accaduto e sulla gestione delle tariffe del trasporto pubblico locale nel periodo legato all’evento olimpico. Nei giorni precedenti erano già emerse segnalazioni di disagi per i residenti, con aumenti significativi dei costi dei biglietti e degli abbonamenti mensili sulle tratte interessate

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400