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“Vogliamo dare voce ai cittadini”

Sabato 21 febbraio il comune etrusco guiderà una manifestazione pubblica contro le trivellazioni

“Vogliamo dare voce ai cittadini”

Con le fasce tricolori pronte a tornare in piazza, Adria rilancia la mobilitazione contro il ritorno delle trivellazioni nel Polesine.

Sabato 21 febbraio il Comune di Adria guiderà una manifestazione pubblica contro l’estrazione di gas metano nell’Alto Adriatico, chiamando a raccolta sindaci, cittadini, associazioni e categorie economiche in un nuovo fronte unitario a difesa di un territorio fragile e già duramente segnato dal passato. Il ritrovo è fissato per le 10 in largo Mazzini, all’angolo con Bancadria. Nella stessa mattinata, in concomitanza con il mercato settimanale, sarà avviata anche una raccolta firme a sostegno dell’iniziativa e della contrarietà alle estrazioni. L’invito è rivolto a tutti i primi cittadini del Polesine e il sindaco Massimo Barbujani, lo ha ribadito senza mezzi termini: “Vi aspetto con tanto di fascia tricolore”.

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Non si tratta di una mobilitazione isolata: già nel 2023 Adria aveva dato vita a una manifestazione contro le trivellazioni, con la presenza di numerosi sindaci e rappresentanti istituzionali del Polesine. L’annuncio della manifestazione arriva a pochi giorni da un passaggio politico importante. Mercoledì 5 febbraio, infatti, il consiglio comunale di Adria sarà chiamato a discutere un ordine del giorno di netta contrarietà all’estrazione di idrocarburi nel Polesine e nel Delta del Po. Il documento, promosso dal sindaco e redatto insieme a Fabio Bellettato, presidente della sezione rodigina di Italia Nostra, nasce con l’obiettivo di rafforzare la posizione del territorio e di proporsi come testo condivisibile da tutti i Comuni polesani, con Adria nel ruolo di capofila.

Il tema è tornato di stretta attualità dopo le notizie relative alle 34 licenze per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi rilasciate dal ministero dell’ambiente, alcune delle quali interesserebbero aree di elevato pregio ambientale e territoriale del Delta del Po, coinvolgendo i comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Taglio di Po, Papozze, Villanova Marchesana e Gavello. Sebbene non vi siano, al momento, conferme ufficiali sull’avvio di nuove attività estrattive, la sola ipotesi ha riacceso l’allarme tra amministrazioni e cittadini. Il Polesine resta infatti un territorio estremamente vulnerabile, segnato storicamente da fenomeni di subsidenza e abbassamento del suolo, che in passato sono stati collegati anche alle estrazioni di gas metano. Un ulteriore, anche minimo, abbassamento del territorio, sommato all’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico, rischierebbe di rendere sempre più complessa la gestione della bonifica, accelerare l’erosione costiera e favorire l’ingresso del mare nelle aree agricole, con conseguenze dirette su agricoltura, pesca, mitilicoltura e turismo.

“Quello che porteremo in consiglio comunale il 5 febbraio è un ordine del giorno che vuole riaffermare con chiarezza la posizione di Adria e del Polesine - spiega il sindaco Massimo Babrujani - Questo territorio non è disponibile a riaprire una stagione che in passato ha lasciato ferite profonde. Anche solo l’ipotesi di nuove trivellazioni genera preoccupazione, perché sappiamo quanto il nostro equilibrio ambientale sia fragile. Con la manifestazione del 21 febbraio vogliamo dare voce ai cittadini, alle amministrazioni locali e a tutte le realtà economiche e sociali che vivono e lavorano qui. Per questo ho invitato tutti i sindaci del Polesine a essere presenti con la fascia tricolore, come segno concreto di unità istituzionale nella difesa del territorio. Il messaggio che intendiamo mandare al governo è che il Polesine non può permettersi nuovi rischi ambientali in nome di scelte energetiche che non guardano al futuro. La transizione energetica deve andare in un’altra direzione, puntando su soluzioni davvero sostenibili e rispettose delle comunità locali”.

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