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Zena dei ossi, la forza della terra

A tavola autorità e istituzioni. Salvan: “Abolire il codice doganale”. Il prefetto: “Sostenere il territorio”

 Tradizione e cura del territorio e del nostro cibo. La “Zena dei ossi”, venerdì sera all’agriturismo Le Clementine di Badia Polesine, ha riproposto i propri valori.

“Ci sono due componenti fondamentali per far sì che si possa fare la Zena dei ossi e che tutto possa funzionare: le persone e la cucina” ha introdotto così la serata Giuseppe Tomaini, affiancato da Luciana Vallese che da più di tre decenni conducono l’agriturismo Le Clementine di Badia, ma che soprattutto da 30 anni organizzano la ‘Zena dei ossi’, uno di quei momenti legati alla nostra storia gastronomica che ci permette di non perdere i legami con il passato e allo stesso tempo di assaporare quelle ricette che non si mangiano tutti i giorni. L’evento è stato organizzato con la collaborazione di Coldiretti Rovigo. Le Clementine è l’agriturismo più longevo del Polesine, aperto nel 1992. La serata ha messo attorno allo stesso tavolo personalità istituzionali, della politica, dell’economia e dell’informazione, favorendo lo scambio di opinioni in un’atmosfera informale. Al centro del menù della serata ossi, zampetti e bolliti, ma anche la bondiola, salumi fatti ‘in casa’, ricette della cucina popolare che resistono al tempo perché veicolo di ricordi, di storia contadina, ma che anche abbracciano la necessità contemporanea dello ‘spreco zero’.

“Quando abbiamo iniziato, tre decenni fa - ha detto Tomaini - lo abbiamo fatto con una scommessa semplice ma ambiziosa: non far dimenticare i sapori che hanno nutrito i nostri nonni”. Ad accogliere i commensali il direttore di Coldiretti Gerardo Forina e il presidente Carlo Salvan. Presenti il prefetto Franca Tancredi, il Questore Eugenio Vomiero, il comandante provinciale dei Carabinieri Edoardo Campora, i politici l’onorevole Nadia Romeo, Valeria Mantovan, Cristiano Corazzari, Fabio Benetti per la Regione, Enrico Ferrarese, presidente della Provincia, Pietro Girardi direttore generale della Ulss 5, il sindaco di badia Giovanni Rossi e dirigenti locali di Coldiretti, oltre agli amici dei titolari, le testate giornalistiche locali, per Bancadria Mauro Giuriolo e lo storico Fabio Ortolan.

“A livello sindacale - ha detto il presidente regionale e provinciale di Coldiretti, Carlo Salvan - questi ultimi mesi sono stati importanti, tra manifestazioni a Bruxelles e Strasburgo e l’assemblea regionale che ha raccolto migliaia di soci con i vertici nazionali a Padova. E con le autorità del nostro territorio rimarchiamo stasera le tematiche a noi care - ha commentato Salvan - che stiamo promuovendo anche alla collettività perché riteniamo che sia importante più che mai parlare ai cittadini e ai consumatori. Tra tutte le battaglie, una ci preme perché l’abolizione del cosiddetto ‘codice doganale’ è necessaria per dare dignità a tutti i nostri imprenditori. Per questo sono arrivate nelle caselle email dei Comuni e della Regione, dei testi di delibera da adottare come atto formale che possa mettere la parola fine a questo processo che lede al made in Italy e al lavoro di tantissime persone del sistema agroalimentare. Abbiamo bisogno di tutte le istituzioni per fermare le trivelle, per ampliare i fondi regionali a favore del primario, per collaborare affinché il nostro settore migliori nella sicurezza sui posti di lavoro, abbiamo bisogno della diffusione e visibilità delle nostre battaglie sulla stampa e cogliamo l’occasione nuovamente per ringraziare le forze dell’ordine tutte, che assieme alla prefettura ci hanno permesso in tempi celeri di organizzare manifestazioni come quella di Rovigo sul tema cereali il settembre scorso. Grazie a tutti per la vicinanza dimostrata e per esservi uniti a difesa di un patrimonio fatto di uomini e donne che lavoro per valorizzare l’italianità tutti i giorni”. E poi l’impegno “per fermare nuove trivellazioni in Polesine, in passato hanno causato troppi danni. Ora basta”.

“Con Coldiretti abbiamo avuto modo in questi 15 mesi di incontrarci più volte in prefettura - ha concluso il prefetto Franca Tancredi -, l’ultima in occasione della manifestazione citata dal presidente che ha avuto particolare rilevanza, perché il Polesine ha una vocazione agricola e lo sappiamo tutti. E momenti come quelli di questa sera sono significativi perché ha messo allo stesso tavolo tutte le istituzioni, le rappresentanze e le espressioni del territorio che tutte insieme supportano, non solo Coldiretti come associazione, ma l’intero territorio, la sua identità e la sua vocazione fortemente agricolo. Adesso avete quest’altra battaglia del codice doganale, ne abbiamo parlato anche a tavola, è emerso l’importanza di quello che state facendo e dell’obiettivo che non riguarda solo il Polesine, ma l’intera nazione. Qua ci sono esponenti della politica, mi auguro che tutti portino avanti questo sostegno che interessa l’intero comparto. Noi continueremo a supportarvi”.

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