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adria
31.01.2026 - 13:00
Il tema delle trivellazioni per l’estrazione di gas metano nell’Alto Adriatico è tornato da qualche giorno al centro del dibattito politico ad Adria e nel Polesine. Dopo l’annuncio del sindaco Massimo Barbujani di portare nel consiglio comunale fissato per il 5 febbraio un documento di netta contrarietà alle estrazioni, con l’obiettivo di farne una mozione condivisa da tutti i Comuni polesani, arriva la presa di posizione della minoranza consiliare.
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I consiglieri di Ibc e del Partito Democratico, Enrico Bonato, Sandra Moda e Giorgio Zanellato, intervengono con una nota in cui, ribadendo innanzitutto la totale contrarietà alle trivellazioni, chiedono un “salto di qualità” nell’azione politica contro il rischio di una ripresa delle attività estrattive. Un rischio tornato d’attualità dopo le recenti notizie sulle licenze rilasciate dal ministero dell’ambiente per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, 34 in totale, alcune delle quali interesserebbero aree del Delta del Po e diversi comuni del Polesine.
“La ripresa delle estrazioni avrebbe conseguenze catastrofiche per le nostre comunità - scrivono i consiglieri - un dramma purtroppo già sperimentato in un tempo non lontano”. I consiglieru evidenziano la fragilità del territorio polesano, segnato storicamente dalla subsidenza e dall’abbassamento del suolo, fenomeni che in passato sono stati collegati anche alle estrazioni di gas e che oggi, sommati all’innalzamento del livello del mare, rappresentano una minaccia concreta per la sicurezza idraulica, l’agricoltura, la pesca e il turismo. Pur riconoscendo il valore politico del documento promosso dal sindaco, la minoranza esprime però forti perplessità sull’efficacia di ulteriori prese di posizione locali se non accompagnate da iniziative capaci di incidere direttamente sui decisori nazionali.
“Le contrarietà espresse finora dal territorio non sono bastate - affermano - perché non hanno impegnato direttamente il governo. Ogni ulteriore documento che non comporti effetti concreti rischia di essere percepito come inutile e di alimentare un senso di scoramento e di ineludibilità nell’opinione pubblica”. Da qui la richiesta precisa rivolta a Barbujani: integrare il documento con un impegno formale del sindaco a coinvolgere senatori e deputati eletti in Veneto e in Emilia-Romagna, affinché presentino un ordine del giorno unitario in parlamento per chiedere il blocco dell’iter autorizzatorio delle 34 licenze attualmente al vaglio del ministero dell’ambiente. Non solo: la minoranza chiede anche di sollecitare il governo a farsi carico di una proposta legislativa che sancisca il divieto assoluto di estrazione di gas metano nel Polesine e nell’Alto Adriatico. I consiglieri chiedono inoltre che, vista l’urgenza della situazione, il sindaco riferisca al Consiglio comunale entro il mese di aprile sugli esiti dei contatti avviati e sulle risposte ottenute dai parlamentari.
E rilanciano l’idea di un’azione coordinata: coinvolgere tutte le amministrazioni interessate affinché analoghi documenti vengano approvati nei rispettivi consigli comunali e poi consegnati direttamente ai parlamentari a Roma, davanti a palazzo Madama e Montecitorio. La presa di posizione della minoranza si inserisce in un contesto già caldo. Il documento promosso dal sindaco Barbujani, redatto insieme a Fabio Bellettato di Italia Nostra, punta a rafforzare la contrarietà alle trivellazioni anche alla luce delle recenti dichiarazioni di esponenti della Regione Veneto e non esclude nuove mobilitazioni pubbliche, come quella del 2023 che vide scendere in piazza una cinquantina di sindaci polesani.
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