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stagione lirica

Applausi per la Carmen di Rovigo

Un coproduzione del teatro rodigino. Apprezzamento per gli interpreti e per l’orchestra

Applausi per la Carmen di Rovigo

Un coproduzione del teatro rodigino. Apprezzamento per gli interpreti e per l’orchestra

Una strepitosa “Carmen” ha strappato lunghi applausi alla prima di venerdì sera al teatro Sociale di Rovigo. Una delle opere più amate di sempre del teatro lirico, firmata dal musicista francese Georges Bizet (su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy), che ha appena compiuto 150 anni (debuttò nel 1875), riproposta nella nuova produzione del Sociale con il teatro Mario Del Monaco di Treviso e il Comune di Padova, nel prestigioso allestimento ex novo del teatro Sociale di Rovigo, teatro Mario Del Monaco, Comune di Padova - teatro Verdi, Fondazione teatro Verdi di Pisa, Rete lirica delle Marche.

Un allestimento non solo impegnativo, ma che ha del prodigioso, grazie alle abili maestranze del laboratorio di Sant’Apollinare, che lo hanno montato a tempi record, dato che le componenti sono arrivate in ritardo da un teatro partner solo all’alba di mercoledì ed era già pronto per la prova generale di giovedì pomeriggio, dedicata alle scuole.

La scenografia di Filippo Tonon, che ha firmato anche la regia e, con Clara Galleri, gli splendidi costumi, per le luci di Fiammetta Baldiserri e con le coreografie Maria José Leon Soto, era ispirata alla seconda rivoluzione industriale di fine Ottocento, per rendere “una Carmen più reale”, come ha spiegato lo stesso Tonon nelle sue note di regia. Deliziosi i piccoli interpreti del Coro di voci bianche del teatro Sociale di Rovigo, magistralmente preparati dal direttore Francesco Toso (con i maestri preparatori Paolo Lazzarini e Milena Dolcetto), i quali hanno letteralmente incantato il pubblico, ben integrati con il coro lirico del Veneto del maestro Alberto Pelosin.

Inappuntabile l’interpretazione dei due protagonisti, che hanno sostituito i cantanti in cartellone: Laura Verrecchia e Paolo Fanale, sostenuti dalla bravura di tutti gli altri interpreti. Anche l’orchestra si è mostrata all’altezza di uno spartito alquanto impegnativo, diretta dal maestro Marco Angius. E il miracolo si è compiuto ancora una volta facendo rivivere una delle eroine del melodramma ottocentesco, che hanno pagato cara la loro ribellione alle imposizioni del moralismo perbenista, tra le quali la Carmen di Bizet, zingara in un mondo di contrabbandieri, è forse la più coraggiosamente moderna.

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