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L’EVENTO

Una “domus” per onorare i cari

Sindaco Cittadin: “E’ un luogo di cui c’era bisogno”

Ricordo, accoglienza, luce da ogni angolo per l'ultimo saluto con rispetto e eleganza. Ha aperto i battenti, con una struttura all'avanguardia, “Domus Rovigo”, la prima nonché unica casa funeraria del capoluogo in viale Tre Martiri, a pochi passi dall’ospedale Civile. E' un progetto innovativo, pensato e ragionato per offrire vicinanza anche visiva e fisica in uno dei momenti più delicati del cammino umano. “E' un luogo di cui l'intera città aveva bisogno” ha commentato dopo il taglio del nastro di ieri pomeriggio, il sindaco Valeria Cittadin accompagnata dal vice Andrea Bimbatti e da David Dante Nicoli, presidente di Asm spa, durante l'inaugurazione ufficiale. Accompagnato dall’arpa, il momento iniziale ha visto la benedizione dei locali da parte di don Christian Malachin, per poi vedere concretamente il frutto con la visita guidata alle molte sale.

“Il progetto è divenuto realtà dopo un complesso iter autorizzativo durato oltre sei anni. La casa funeraria, che nasce come luogo laico, aperto a tutte le fedi e confessioni, si inserisce alle porte di Rovigo, perciò ci è smembrato significativo affidare architettura e arredamento allo studio Apiemme Engineering di Brescia. Tutto il complesso è stato riconosciuto anche a livello nazionale come uno dei migliori 100 progetti italiani di architettura, design, tecnologia e sostenibilità nel “Premio Regula” ha spiegato Stefano Bellinazzi, amministratore delegato di "Hofi Onoranze". La gestione operativa, affidata ai marchi di onoranze funebri presenti nel territorio (Asm Onoranze, Cipriani, Bido e Cuoghi), prevede tanti servizi, tra questi: una spaziosa sala del commiato e tanti spazi riservati composti da due ambienti, quello di accoglienza privata, un salottino, e poi quello di esposizione della salma. Ognuno di questi è intitolato a un personaggio del territorio e ai monumenti simbolo della città.

“L'idea era creare l'equilibrio tra architettura e accoglienza per dare armonia, sobrietà, eleganza, alle famiglie in un momento così difficile. Ad esempio, noi usiamo un piccolo dettaglio: mettere una coperta sul divano. E' un segno di casa. Questo è il linguaggio secondo me che deve avere oggi una moderna casa funeraria che accoglie tutti nella stessa dignità” ha aggiunto il progettista Paolo Gentilini, amministratore delegato “apiemme engineering srl”. Una sfida vincente, ha poi concluso, dove la luce, in tutte le sue forme, studiate su misura, guida, scalda, coccola e accompagna chi va e chi resta.

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