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Aggrediti e picchiati dai maranza stranieri

Serata di paura, volano colpi di catena

Aggrediti e picchiati dai maranza stranieri

Accerchiati e aggrediti da una ventina di ragazzi nordafricani. Lunghi minuti di paura vera, quelli vissuti da quattro ragazzi polesani nella serata di sabato scorso, poco dopo le 21. Un episodio sul quale sono in corso le indagini delle forze dell’ordine, al fine di identificare i responsabili.

Un “agguato” - secondo le prime ricostruzioni - in pieno stile “maranza”, come vengono chiamati i ragazzi che, raccolti in bande, cercano lo scontro con coetanei, ma non solo, spesso senza altro scopo se non quello di menare le mani. Tutto, secondo le prime ricostruzioni, è iniziato in zona Volto, tra piazza Merlin e via Miani.

Qui, un grosso gruppo di giovani di origine straniera, nordafricana, avrebbe intercettato e accerchiato i quattro. Alcune frasi, provocatorie, poi l’aggressione a colpi di catena, ai danni di uno di loro. I tre amici della vittima hanno cercato di intervenire in sua difesa, ma, evidentemente, la sproporzione numerica era incolmabile. Fortuna ha voluto che una passante abbia visto quello che stava accadendo e abbia fatto la scelta giusta, quella che sempre deve essere compiuta in circostanze di questo tipo: chiamare le forze dell’ordine. E’ bastato questo a fare scattare il fuggi fuggi generale, come si verifica di prassi in queste circostanze.

La Volante della questura, una volta accorsa sul posto, ha raccolto il racconto dei quattro aggrediti, mettendo nero su bianco tutte le informazioni che, ora, potranno essere utili alle indagini. Il giovane aggredito per primo e colpito con una catena, dopo tutte le formalità del caso, con i genitori è andato al pronto soccorso, per un controllo, a seguito dei traumi subiti nell’aggressione. Per fortuna, nulla di preoccupante, ma, comunque, una prognosi di dieci giorni.

Un episodio che ha scosso profondamente il centro della città, certificando come anche il nostro capoluogo non sia ormai immune da un fenomeno che sta caratterizzando tutti i maggiori centri. Non che, del resto, purtroppo, servissero ulteriori riscontri. Ormai da tempo, infatti, vengono segnalati episodi di questo tipo in centro, con giovani, spesso di origine straniera, che se la prendono con i passanti.

Difficile dimenticare quanto accaduto lo scorso novembre, sempre in centro, non distante dal Duomo, dove da ormai un anno e mezzo viene segnalata la presenza di giovani aggressivi. Madre e padre sono stati assaliti e pestati - secondo quanto ricostruito - davanti al figlio, in lacrime e sotto choc. All’origine di tutto, la reazione del capofamiglia, di fronte alle prese in giro e alle offese scagliate dai giovani. Una modalità di comportamento che, in precedenza, era stata segnalata anche da altre persone.

Per arrivare, infine, al raid mortale dello scorso 19 luglio, nel quale ha perso la vita il giovane Amine Gara, 23 anni, ucciso a colpi di bottiglia rotta, nel quadro - a quanto pare emergere dalle indagini - di una faida tra un gruppetto di pakistani e quello dei nordafricani. Appare evidente come la violenza e la aggressività giovanile abbiano conosciuto, negli ultimi anni, una escalation, in città.

Resta, invece, da capire se questo preoccupante fenomeno possa essere trattato e affrontato unicamente con la repressione o se, al contrario, non sia necessario anche mettere in campo misure e strategie che, operando a monte, vadano a costituire una alternativa alla devianza giovanile. Cercando di togliere dalla “strada” i ragazzi. Sia metaforicamente che letteralmente.

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