VOCE
IL CASO
03.02.2026 - 18:00
Un investimento da 900 milioni di euro pronto a calare sul Delta del Po, ma frenato da norme paesaggistiche vecchie di 30 anni. Il progetto del mega data center a Porto Viro riapre il dibattito sulla convivenza tra tutela del territorio e sviluppo economico. Del tema hanno parlato alle “urne provinciali” il sindaco di Porto Viro Mario Mantovan e il collega di Rosolina Michele Grossato. E’ proprio sui loro comuni che la Sovrintendenza segnala il vincolo delle altezze per gli insediamenti industriali.
Michele Grossato ha analizzato la complessità della situazione. “Sono vincoli paesaggistici storici di cui non ero a conoscenza, non lo nascondo - dice Grossato - Sarebbe brutto invadere con capannoni così impattanti il nostro territorio: 23 metri di altezza, sarebbe un bell’impatto”. Ma nonostante l'impatto visivo, il primo cittadino invita a una riflessione pragmatica sulla qualità degli insediamenti. Il rischio è che, bloccando aziende “pulite", il territorio si trovi a dover gestire realtà ben più pericolose. “Bisogna fare un ragionamento serio ai tavoli giusti e capire che vocazione vogliamo dare al Delta – incalza il sindaco – un’opportunità come questa per Porto Viro, che credo dia parecchia occupazione, è un peccato perderla, perché parliamo di un’azienda che non inquina. Dal punto di vista edile è un po' impattante, certo, ma sicuramente meno di una ciminiera o di un’azienda chimica. Dobbiamo monitorare e vedere se sia possibile andare in deroga”.
Sui territori fragili come il Parco del Delta i vincoli tutelano, ma appesantiscono la macchina burocratica e lo sviluppo. “Il caso di Porto Viro è lo specchio di una criticità che Rosolina vive quotidianamente sulla propria pelle - continua Grossato - Rosolina Mare è forse una delle terre più vincolate d’Italia tra vincoli naturalistici e ambientalistici li abbiamo tutti. Non voglio essere il sindaco che toglie la pineta per cementificare, ma ci sono opportunità che non possiamo cogliere proprio per questi limiti. Bisogna adeguare certi parametri alle esigenze del 2026”.
La riflessione finale di Grossato si sposta sulle risorse. “Si fa fatica a recuperare risorse pubbliche per rendere questi luoghi gradevoli. La biosfera è un patrimonio, ma va incentivata e resa bella da vedere. Ok, noi tuteliamo l'ambiente, ma voi tutelate noi. Altrimenti, senza aiuti dall'alto per usare tecnologie moderne, rischiamo di tornare al carretto trainato dai buoi”.
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