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veneto
04.02.2026 - 08:22
È caduto vittima di una truffa online nota come “truffa della ballerina” anche l’ex assessore alla Sicurezza di Legnago (Verona), Luca Falamischia, oggi capogruppo della Lega in Consiglio comunale. L’episodio risale a domenica scorsa e ha avuto origine da un messaggio ricevuto tramite WhatsApp, apparentemente inviato da un conoscente dell’esponente politico.
Secondo quanto ricostruito, Falamischia si trovava nel suo ufficio quando sul cellulare gli è arrivato un messaggio contenente un link e l’invito a votare per la figlia di un amico, impegnata in un concorso di danza. Il messaggio era corredato da una fotografia e proveniva da un account che, solo successivamente, si è scoperto essere stato clonato. Convinto della veridicità della richiesta, il consigliere ha aperto WhatsApp dal computer e ha proceduto al voto attraverso una pagina dedicata.
Durante la procedura gli è stato chiesto di inserire il numero di telefono per confermare il voto, richiesta che ha rifiutato. Poco dopo ha invece inquadrato con il telefono un codice Qr visualizzato sullo schermo del computer, ritenendo che servisse alla validazione del voto. Questa operazione ha consentito ai truffatori di prendere il controllo del suo account WhatsApp.
Dal giorno successivo, dal profilo dell’ex assessore sono partiti numerosi messaggi identici indirizzati ai contatti presenti in rubrica. Il testo riportava una richiesta di denaro, pari a 880 euro, con la motivazione di un pagamento urgente dal dentista e problemi con la carta, promettendo la restituzione in giornata. La maggior parte dei destinatari non ha dato seguito alla richiesta, mentre un contatto residente all’estero ha effettuato un bonifico istantaneo di mille euro sull’Iban indicato nel messaggio.
Accortosi dell’accaduto, Falamischia ha segnalato l’episodio alla polizia locale e ha avviato le procedure con WhatsApp per bloccare l’account e recuperare l’accesso. Alcuni contatti hanno cercato di ottenere chiarimenti rispondendo ai messaggi, ma in più casi sarebbero stati forniti nominativi diversi per l’intestazione dei conti, riconducibili a presunti prestanome.
Sull’episodio è intervenuta anche la polizia postale, che da tempo informa i cittadini su questo tipo di raggiri. In una nota pubblicata online viene spiegato che, una volta sottratto l’account, i truffatori contattano amici e familiari della vittima chiedendo denaro con false urgenze, impedendo alla persona colpita di avvisare i propri contatti. Per segnalare casi sospetti è possibile rivolgersi ai canali ufficiali della Polizia Postale.
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