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veneto
04.02.2026 - 08:29
Un insegnante di 26 anni, in servizio in una scuola media della provincia di Padova, ha denunciato una serie di episodi di insulti e provocazioni a sfondo omofobo che, secondo quanto riferito, si sarebbero verificati in più occasioni negli ultimi mesi. Il docente ha presentato un esposto ai carabinieri e una relazione formale alla coordinatrice di classe, segnalando comportamenti che ritiene lesivi della propria dignità personale e professionale.
L’insegnante, che ha chiesto di mantenere riservata la propria identità ed è residente nell’Alta Padovana, ha riferito che gli episodi non sarebbero stati isolati ma ripetuti nel tempo. I presunti responsabili sarebbero un gruppo di giovanissimi, in particolare un ragazzo di 12 anni. Nella documentazione consegnata alla scuola e alle forze dell’ordine, il docente ricostruisce fatti avvenuti già nel mese di settembre. L’esposto ai carabinieri risale a novembre. Successivamente, secondo quanto dichiarato, non sarebbero stati adottati dalla scuola provvedimenti ritenuti adeguati.
Tra gli episodi segnalati, l’insegnante riferisce di essere stato seguito dopo l’orario scolastico e insultato a gran voce in luoghi pubblici. In uno dei casi, racconta di essere stato preso di mira mentre pranzava in un bar del paese, in una zona centrale. Secondo il suo racconto, le urla e le offese avrebbero attirato l’attenzione dei presenti, causando una situazione di forte imbarazzo. Il docente parla di disagio personale e di ripercussioni anche sull’ambiente lavorativo, ritenendo che quanto accaduto abbia influito sul rapporto con gli studenti e sul clima scolastico.
La vicenda è stata resa pubblica anche attraverso un video pubblicato sui social network, diffuso sulla pagina Instagram del Partito Gay Lgbt+. L’insegnante aveva già vissuto un episodio analogo nel settembre 2024, quando era stato insultato da uno studente delle scuole superiori in provincia di Treviso. In quel caso la denuncia era stata archiviata per la lieve entità del fatto.
Sul caso è intervenuto il Partito Gay Lgbt+, che ha diffuso una nota collegando l’episodio a una più ampia riflessione sul tema delle discriminazioni. Le forze dell’ordine hanno avviato gli accertamenti per verificare i fatti segnalati e ricostruire con precisione quanto accaduto.
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