VOCE
FDI
04.02.2026 - 21:30
“Coerenza e responsabilità politica: per noi una scelta chiara, per altri no”. I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Elena Pavan, Marco Venuto e Sara Moretto insieme al presidente del consiglio Mattia Moretto intervengono così, a gamba tesa, nella polemica esplosa dopo il voto delle provinciali, dal quale è emerso che tra i consiglieri di maggioranza del capoluogo, in cinque hanno deciso di voltare le spalle al centrodestra (che comunque si è affermato con la vittoria del presidente Enrico Ferrarese) votando per la candidata del centrosinistra Elena Paolizzi. La caccia ai franchi tiratori sta andando in scena da giorni, tra scambi di accuse, controrepliche e tanto fuoco amico. E dopo gli interventi della Lega e della civica Valeria Cittadin sindaco, ad alzare la voce ora sono quattro consiglieri Fdi, ossia il 50% del gruppo consiliare che ha poco “feeling”, per usare un eufemismo, con i rappresentanti dell’altro 50% del quale fanno parte il capogruppo Nello Piscopo e il consigliere regionale Fabio Benetti.
“Noi quattro abbiamo mantenuto l’impegno assunto pubblicamente, così come concordato con le segreterie provinciali e con l’elettorato di centrodestra: abbiamo votato Enrico Ferrarese come presidente della Provincia. Lo abbiamo fatto convintamente, per coerenza, per rispetto degli accordi politici e, soprattutto, per rispetto verso i cittadini che ci hanno dato fiducia. La politica, per come la intendiamo, è fatta di scelte chiare, di responsabilità e di assunzione di impegni che vanno onorati”.
Proprio per questo, “riteniamo grave - proseguono - il comportamento dei quattro consiglieri di maggioranza che hanno deciso di non votare Ferrarese e di votare la candidata proposta dai civici e dalla sinistra. Una scelta che rappresenta un atto politico vile e codardo, un tradimento consumato dietro l’anonimato del voto segreto, senza il coraggio di metterci la faccia e senza fornire alcuna spiegazione politica o pubblica. Chi sceglie di non rispettare un accordo politico dovrebbe avere almeno la dignità di dichiararlo apertamente, spiegando le proprie ragioni agli alleati e agli elettori. Nascondersi dietro l’anonimato non è solo un gesto scorretto sul piano politico, ma mina la credibilità dell’intera maggioranza”.
Alla fine, i consiglieri concludono: “Noi continuiamo a credere che la trasparenza, la lealtà e la coerenza siano valori imprescindibili dell’azione politica. Altri, evidentemente, hanno fatto una scelta diversa. Ma di fronte ai cittadini, prima o poi, tutti sono chiamati a rispondere delle proprie azioni o delle proprie omissioni”.
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