VOCE
allarme aviaria
05.02.2026 - 20:00
Il Polesine è circondato, perché focolai di aviaria sono divampati in allevamenti avicoli a Verona, Mantova, Ferrara, Venezia e Padova. Da settembre già 60 casi, in tutta la fascia padana, ma non solo. E gli avvistamenti di uccelli selvatici contagiati dal virus, già cento, hanno interessato anche la provincia di Rovigo, con i riscontri di positività in anatidi cacciati nel Delta: a ottobre sono due alzavole e un mestolone, a novembre un germano reale e lo scorso 30 dicembre altre due alzavole. Nel 2024 erano stati invece 37 gli esemplari infetti trovati in Polesine, dove nel 2023 c’erano stati anche focolai in tre allevamenti, due a Porto Viro e uno a Lendinara.
Ora, però, la Regione passa al contrattacco con i vaccini. Perché dei 477 focolai in allevamenti avicoli censiti dal 2020 a oggi, ben 316 sono stati in Veneto. E questo ha voluto dire versare come indennizzi agli allevatori colpiti, che hanno dovuto abbattere tutti i capi al riscontro del contagio, ben 125,9 milioni di euro e altri 111,3 di indennizzi alle realtà della filiera, per un totale di quasi 240 milioni in cinque anni. In Veneto gli allevamenti sono 2.506 e al 31 dicembre del 2025 i capi presenti erano 48.642.882.
“Il Veneto sarà la prima regione italiana ad avviare la vaccinazione contro l’influenza aviaria - ha annunciato ieri l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond a Fieragricola Verona - E’ una scelta strategica, che segna un passaggio fondamentale nella prevenzione di una delle emergenze sanitarie più impattanti per il nostro sistema agroalimentare e sanitario. La vaccinazione però deve andare di pari passo con il rafforzamento delle misure di biosicurezza, con una gestione attenta della densità degli allevamenti, la programmazione degli accasamenti, i fermi produttivi programmati e il disincentivo alla creazione di nuovi allevamenti in aree già fortemente congestionate”.
La campagna prenderà avvio da aprile, con l’obiettivo di garantire la protezione completa degli animali entro il prossimo autunno. Il Veneto sarà capofila del progetto nazionale che coinvolgerà anche Lombardia ed Emilia Romagna, ma la prima inoculazione avverrà in Veneto, in 136 allevamenti di tacchini da carne e 64 allevamenti di galline ovaiole, concentrati prevalentemente nell’area della provincia di Verona. Complessivamente saranno somministrate oltre 4 milioni di dosi ai tacchini e circa 10 milioni alle galline ovaiole.
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