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Famiglia nel bosco

Asl rompe il silenzio

Relazione sanitaria chiede il ricongiungimento

Asl rompe il silenzio

I medici della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti chiedono il ricongiungimento immediato di Nathan, Catherine e dei loro tre figli, allontanati dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila lo scorso 20 novembre e collocati, insieme alla madre, in una casa famiglia di Vasto. La richiesta arriva al termine di un periodo di osservazione disposto su iniziativa della pediatra di famiglia e si traduce in una relazione dettagliata, esterna al contenzioso giudiziario, che individua nel ripristino della continuità affettiva il presupposto essenziale per ridurre il disagio manifestato dai minori. Secondo i sanitari, la stabilità dei legami familiari rappresenta un fattore decisivo per il benessere psicologico dei bambini, due gemelli di sei anni e una bambina di otto, oggi separati dal padre e dal loro precedente contesto di vita.

Nella struttura protetta, tuttavia, il clima resta fragile. Durante un’attività didattica si è verificato un confronto acceso tra Catherine e l’insegnante incaricata di seguire i bambini nel percorso educativo. La lezione è stata interrotta in anticipo, segnale di tensioni riemerse dopo un periodo di apparente distensione. La docente, contattata successivamente, ha confermato una giornata particolarmente complessa, parlando di difficoltà di comunicazione e di una generale perdita di concentrazione da parte dei piccoli.

Il disagio dei bambini, riferiscono i genitori, è legato soprattutto alla separazione dal padre, che può incontrarli solo due volte a settimana, e al brusco distacco dall’ambiente in cui erano cresciuti, inclusa la quotidiana relazione con la natura e gli animali. Catherine è presente nella struttura, ma i momenti di contatto con i figli sono limitati ai pasti e alle attività scolastiche. Prima del provvedimento giudiziario, l’istruzione avveniva in ambito domestico secondo un percorso ispirato al metodo Steiner-Waldorf.

Sul caso interviene anche il sindaco di Palmoli, che chiede chiarezza sugli effetti dell’allontanamento dopo oltre due mesi di permanenza in casa famiglia. Nei prossimi giorni è atteso l’arrivo dall’Australia della sorella di Catherine, psicologa e docente universitaria, intenzionata a riferire al Tribunale le condizioni dei bambini prima del provvedimento e a valutare l’ipotesi di un rientro temporaneo presso i nonni. Un’opzione considerata giuridicamente complessa, che richiederebbe autorizzazioni specifiche e aprirebbe scenari internazionali più rigidi.

Nel frattempo, è stata depositata una prima relazione dopo l’incontro della coppia con la psichiatra nominata dal Tribunale per la perizia psico-diagnostica chiamata a valutare la capacità genitoriale. 

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