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Il commento

“Emozione, spero in un risveglio”

Il delegato del Coni commenta l'inizio dei Giochi

“Emozione, spero in un risveglio”

E’ la frenesia del gran giorno, il battito di un mondo sportivo che, finalmente, vede concretizzarsi uno dei più grandi, se non discussi, progetti degli ultimi anni: conto alla rovescia e la fiamma si accende, la stessa peregrinata anche attraverso Rovigo solo poche settimane fa. Con la cerimonia di apertura a San Siro di domani inizieranno le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. “L’emozione è tanta - spiega Lucio Taschin, delegato provinciale del Coni - come in tutte le cose che inizialmente sembrano non proseguire ed avere sempre problemi, alla fine arriva uno slancio. Come per i grandi e macchinosi eventi che dividono l’opinione pubblica, anche questi giochi non sono stati esenti da critiche, tuttavia penso che costituiscano una grande crescita culturale per l’Italia”.

Rovigo non ha atleti in gara, come del resto non ha mai avuto almeno negli ultimi vent’anni. Ma, tra ospiti internazionali, star mondiali, brani come “Nel blu dipinto di blu” firmato dalla voce natalizia per eccellenza, Mariah Carey, l’attenzione mediatica sarà e anzi, è già alle stelle. “E’ di fatto uno dei più grandi eventi del mondo, miliardi di persone si sono mosse anche solo per sostenere gli atleti nelle fasi pre e post gara, è d’altro canto un’occasione unica che l’Italia ha per concertarsi sull’obiettivo, far vedere cosa si riesce a fare comunicando i valori universali dello sport”, aggiunge Taschin, rilevando: “Vorrei che ci fosse più cultura sportiva nell’italiano medio, nel polesano medio, in modo da portare a casa qualcosa di buono, specie per i ragazzi, sia che siano sport invernali che estivi”. E sul ruolo proprio dello sport non ha dubbi: “E’ di fatto un incredibile connettore trasversale di economia, cultura e socialità. Queste tre caratteristiche costituiscono una formula vincente da portare avanti”.

Il capoluogo polesano, dopotutto, non è stato estraneo dal fervore olimpico, prova ne è stata la giornata del passaggio della fiamma, la stessa che domani arderà all’Arco della Pace, nella città sforzesca e in piazza Dabona a Cortina. “Come al solito ci sono stati dei tentativi di ‘annacquare’ le cose, la gente tuttavia si appassiona a questa fiamma per quello che rappresenta. Ho visto una Rovigo che ha risposto bene, tra l’altro sufficientemente coinvolta, non so fra quanti anni potrà avvenire un altro evento del genere”. Anche la risposta di Adria è stata altrettanto “calda”, se non di più.

E per Taschin che, come racconta, è “abituato a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno”, o , in termini agonistici, “senza lamentarsi durante la corsa”, il sogno è uno solo: “Mi auguro che questi giochi invernali risveglino il senso dello sport anche da noi. Rovigo manca ancora di una medaglia d’oro. La speranza, anche se non immediata, c’è”. Una sfida impegnativa senz’altro, non tanto diversa dall’eredità infrastrutturale che resterà dopo il 22 febbraio, a fiamma spenta: “Di tutta la macchina che da mesi ha lavorato resteranno gli impianti, per i quali si parla già di futuri centri europei, ma anche le grandi risistemazioni fatte nelle città ospitanti; mi auguro che la managerialità, in grado di investire sulle opere fabbricate, sia cresciuta rispetto al passato”. E, non potendoci essere, il delegato conclude: “Le guarderò alla televisione, ma l’emozione e il cuore con l’Italia portata tanti anni sul petto saranno gli stessi, anche a distanza”.

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