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veneto
05.02.2026 - 07:47
Alta tensione politica a Dueville (Vicenza) attorno a quanto avvenuto durante la presentazione del Consiglio comunale dei ragazzi, svoltasi lo scorso 23 dicembre in municipio. A sollevare il caso è stata l’opposizione di centrosinistra che, con una nota diffusa oggi 4 febbraio, accusa il sindaco Giuliano Stivan, esponente di Fratelli d’Italia e alla guida di una coalizione di centrodestra, di aver disposto l’allontanamento dalla sala consiliare di un giovane con disabilità psichica.
Secondo quanto riportato nella nota dell’opposizione, durante l’iniziativa il sindaco avrebbe ordinato di far uscire il ragazzo perché infastidito da alcuni vocalizzi. L’episodio sarebbe avvenuto davanti a oltre quaranta studenti e agli insegnanti presenti. La minoranza sostiene che il giovane non stesse arrecando disturbo e che l’accaduto abbia avuto un forte impatto sugli altri ragazzi, i quali avrebbero poi riferito l’episodio alle famiglie. I genitori, attraverso l’Associazione genitori, avrebbero successivamente chiesto spiegazioni e scuse, senza ottenere risposte ritenute soddisfacenti.
La replica del primo cittadino è arrivata nella stessa giornata, sempre tramite una nota. Il sindaco Stivan respinge le accuse, parlando di "strumentalizzazione politica" e negando qualsiasi intento discriminatorio. Nella sua ricostruzione, non vi sarebbe stato alcun comportamento volto a emarginare il ragazzo e la vicenda sarebbe stata trasformata artificialmente in un caso politico. Il sindaco afferma inoltre che, fin dai primi giorni di gennaio, sarebbero stati avviati contatti con l’Associazione genitori e che è già stato programmato un incontro con i genitori e con gli studenti coinvolti.
Nella nota, Stivan contesta anche l’assenza di dialogo denunciata dall’opposizione, sostenendo che la comunicazione sia stata costante e documentata. Alla luce di quelle che definisce affermazioni diffamatorie, il primo cittadino ha annunciato di riservarsi la possibilità di ricorrere alle vie legali nei confronti di chi ha diffuso le accuse.
Di diverso avviso la minoranza consiliare, guidata dalla consigliera Elena Lionzo, che ribadisce la propria versione dei fatti e annuncia di non arretrare. Secondo l’opposizione, nell’episodio sarebbero stati violati principi fondamentali come la tutela delle persone con disabilità, la parità di accesso agli spazi pubblici e le pari opportunità, soprattutto in un contesto che coinvolge minori.
La vicenda resta al centro del confronto politico cittadino, con posizioni contrapposte tra amministrazione e opposizione e con la possibilità che la questione possa approdare anche in sede giudiziaria.
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