VOCE
porto tolle
05.02.2026 - 11:00
“Contrari da sempre, bene l’ordine del giorno ma ora serve una posizione unitaria del Polesine”.
Nel dibattito che in queste settimane sta attraversando il Polesine sul possibile ritorno delle trivellazioni per l’estrazione di gas metano nell’Alto Adriatico, interviene anche la minoranza del consiglio comunale di Porto Tolle. Con un comunicato firmato dalla capogruppo Cosetta Nicolasi, il gruppo rivendica una contrarietà “storica e coerente” alle attività estrattive e commenta l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza guidata dal sindaco Roberto Pizzoli. Un documento che, come già annunciato, sarà discusso nel prossimo consiglio comunale di febbraio e che esprime la netta opposizione del Comune di Porto Tolle alla ripresa delle attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi nel Delta del Po, impegnando sindaco e giunta a trasmettere l’atto a Governo, Regione e Ministeri competenti e a promuovere un coordinamento tra i Comuni deltizi.
“La nostra contrarietà alle trivellazioni - scrive la minoranza - è sempre stata chiara. Lo abbiamo detto in campagna elettorale e lo abbiamo ribadito in questi anni di opposizione, senza mai far mancare la nostra voce contro questo scempio”. Da qui il giudizio sull’iniziativa della maggioranza: “Era ora che anche l’amministrazione decidesse di alzare la voce con i propri amici di filiera, con un documento che ribadisce la contrarietà alle estrazioni di gas davanti alle nostre coste”. Nel comunicato, il gruppo consiliare evita di soffermarsi sulle motivazioni tecniche e ambientali, ritenute ormai ampiamente note, e richiama invece un passaggio politico e simbolico ritenuto ancora oggi decisivo: il referendum dell’aprile 2016, con cui gli italiani si espressero contro le trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa. “Fatichiamo a comprendere - si legge - come questo spettro possa tornare a minacciare le nostre coste, già duramente colpite dal fenomeno della subsidenza”.
La minoranza ricorda anche le grandi mobilitazioni del passato, in particolare quella di tre anni fa, quando forze politiche e istituzioni del Basso Polesine scesero in campo in maniera compatta contro le estrazioni. Eppure, secondo il gruppo, oggi il rischio si ripresenta con forza, a causa delle scelte del governo guidato da Giorgia Meloni, definito nel comunicato “certamente non amico del nostro Delta”, e tornato a ipotizzare attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi nell’Alto Adriatico.
Pur mantenendo un atteggiamento critico verso l’azione complessiva delle istituzioni sovraordinate, la minoranza di Porto Tolle dichiara di accettare e valutare positivamente il documento della maggioranza: “In casi come questo è giusto parlare attraverso atti ufficiali”. Da qui l’auspicio che l’ordine del giorno non resti isolato, ma venga discusso e approvato anche negli altri consigli comunali polesani, per rafforzarne il peso politico e la capacità di incidere nei confronti di Regione e governo.
Nel comunicato emerge inoltre una critica più ampia al rapporto tra i diversi livelli istituzionali, tutti ricondotti alla stessa area politica di centrodestra: “E’ incredibile che, dopo anni di prese di posizione forti e nette, si debba ancora chiedere al governo di tornare sui propri passi. Questo è l’ennesimo segnale di una scarsa volontà di tutelare i nostri territori e di un mancato dialogo tra Comune, Provincia, Regione e governo”.
Infine, la minoranza annuncia la propria partecipazione alla manifestazione di sabato 21 febbraio, organizzata dal Comune di Adria contro le trivellazioni. Una presenza che, precisano, non esaurisce però l’impegno politico richiesto: “Ribadiamo con forza la necessità di divulgare il documento a tutti i Comuni della Provincia, per rimarcare in modo ancora più netto la volontà di salvaguardare il Delta del Po e il nostro Comune”.
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