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“Menta” ha compiuto un secolo

Una vita da raccontare. Dalla guerra ai decenni a consegnare il latte in bici a tutta la città

“Menta” ha compiuto un secolo

Ha compiuto 100 anni martedì 3 febbraio, ma vive tuttora da sola, nonostante i tanti parenti che la riempiono di affetto, è pienamente autonoma, lavora il suo orto e, soprattutto, ricorda a menadito ancora tutte le strade di Rovigo. Quelle vie, viali, piazze e piazzette che per decenni ha percorso in bici, consegnando il latte a domicilio. Tantissimi, ancora, la ricordano con affetto.

E’ una storia straordinaria, quella di Adelmina Masiero, classe 1926, di Sarzano, conosciuta da tutti come “Menta”, il soprannome che gli zii materni le diedero da piccola, perché adorava succhiare le caramelle menta.

Adelmina nasce da una giovane coppia, Olga e Mario. I suoi genitori insieme hanno costruito una famiglia numerosa, formata da dieci figli: due maschi, dei quali uno solamente ha raggiunto l'età adulta, e otto femmine, che tutte sono diventate mogli e madri.

La famiglia “allargata” è poi quella dei Masiero, che comprende anche i nonni Angela ed Angelo, tutti i fratelli, le sorelle, le cognate e nipoti di Mario, nel perfetto stile delle famiglie polesane anni Cinquanta - Sessanta.

Adelmina cresce in questo sano contesto: va a scuola, frequenta la parrocchia e, fin da bambina, aiuta mamma, il nonno e la zia Santina ad accudire le sorelline. Le viene attribuita la responsabilità di “vicemamma” - ancor oggi riconosciuta dalle sorelle - e cresce sentendo di dover rendersi utile sempre, lavorando e dando il buon esempio.

Il ruolo di sorella maggiore la rende particolarmente attenta durante la Seconda Guerra Mondiale, quando con il nonno, nei momenti di emergenza, radunava le sorelline e, insieme, correvano al rifugio preparato dallo zio Romolo. Le istruzioni ricevute erano precise: quando suonavano le sirene bisognava correre lì e rimanerci fino a quando gli adulti ritenevano che il pericolo fosse passato e consentivano di tornare a casa. Sempre in quel periodo, in casa Masiero, si erano “domiciliati” i soldati tedeschi, con i quali solamente gli adulti dovevano relazionarsi, così avevano stabilito i nonni e gli zi; infatti non le ragazze, ma solamente mamma Olga e zia Santina offrivano ai soldati la polenta che preparavano in notevole quantità.

Alla fine della guerra, Adelmina comincia a frequentare Alberto e dopo qualche anno si sposano. Questa giovane coppia entra a far parte della famiglia Franzolin: abitano tutti insieme nella grande casa paterna ed anche lì Adelmina accudisce i cognati piccoli, diventa mamma, lavora nei campi, contribuisce alla cura della casa insieme alla suocera Eva ed alla cognata Argenta.

Le viene assegnato un particolare compito che svolge con impegno e speciale dedizione: la distribuzione del latte prodotto dalle mucche dell'azienda di famiglia. Adelmina viaggiava con la sua bicicletta, trasportava latte piene di svariati litri di latte, svolgendo un servizio “porta a porta” presso le famiglie e le istituzioni di Rovigo. Per tanti anni, e per due volte al giorno, ha consegnato il latte a tutta la città, offrendo un sorriso ed una buona parola alle famiglie del capoluogo.

Si è fatta conoscere, apprezzare ed amare da tante signore, che sempre hanno mantenuto con lei un legame di sincero affetto ed amicizia.

Il segreto di questa vita lunga, certo, ma anche piena, con tanti ricordi positivi e tante esperienze da raccontare? “Dedizione alla famiglia innanzitutto - dice lei - e sempre con l'aiuto di Dio, tanto spirito dl adattamento, sacrifici e uno stile sano di vita e - quello non deve mai mancare - un pizzico di fortuna”.

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