VOCE
calto
05.02.2026 - 18:57
Un tricolore bruciato, ritrovato per caso in mezzo alla strada e un gesto semplice ma carico di significato civico. E’ la vicenda che in queste ore sta facendo discutere a Calto, dove il sindaco, Nico Manfredi, ha raccontato tramite i propri canali social una storia che intreccia inciviltà e senso di appartenenza.
Alcuni mesi fa il primo cittadino aveva appeso alla recinzione della casa che sta ristrutturando un tricolore: lo stesso che, come da tradizione comunale, viene consegnato assieme alla Costituzione ai giovani che compiono 18 anni. Un gesto simbolico di identità e vicinanza alle istituzioni. Dopo qualche tempo, però, la bandiera era scomparsa. Nessuna spiegazione, nessuna rivendicazione. Semplicemente sparita.
Fino alla mattina del 5 febbraio, quando una residente, una donna di origine marocchina, si è presentata in Comune reggendo ciò che restava del vessillo. Il tricolore era stato trovato bruciato lungo la strada. Secondo quanto riportato dal primo cittadino Manfredi nel suo post, la cittadina gli avrebbe detto: “Non potevo passare sopra alla bandiera del paese che mi ha ospitato. Non me la sentivo, e così l’ho raccolta”. Una frase che il sindaco definisce “giusta, quasi patriottica”, tanto da confessare di essersi commosso. “Se esistono ancora persone con questi alti valori morali - ha scritto - l’Italia può e deve tornare di nuovo grande”. Tono decisamente diverso, invece, nei confronti dell’autore, o degli autori, del gesto.
“Se doveva essere un atto intimidatorio, non mi ha fatto né caldo né freddo. Se doveva essere un atto dimostrativo, potevate almeno farvi vedere, ma si sa: la mamma degli smidollati è sempre incinta”, afferma Manfredi nel post, definendo l’incendio della bandiera un “atto deprecabile”. Il sindaco ha poi aggiunto una riflessione personale, rivolta direttamente a chi ha compiuto il gesto. “Non esiste che il niente nel quale ti annulli”. A conclusione del suo messaggio, il sindaco Manfredi assicura che il tricolore tornerà al proprio posto e che, simbolicamente, resterà comunque “nel cuore”.
Un episodio che, a suo dire, rafforza la convinzione di proseguire il suo impegno amministrativo. “Sono ancora più convinto della mia scelta di fare il sindaco, per combattere le nullità come voi o come te”. La vicenda ha suscitato numerosi commenti online, tra solidarietà al primo cittadino e riflessioni sul significativo gesto della donna che ha recuperato il vessillo. Un episodio piccolo, ma capace di accendere un dibattito più ampio sul rispetto, sui simboli e sulla convivenza.
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