VOCE
adria
06.02.2026 - 19:11
La situazione dei servizi di salute mentale in Polesine accende il confronto tra l’Associazione italiana tutela salute mentale Polesana e l’Ulss 5. Al centro del dibattito, l’organizzazione dei servizi psichiatrici, la carenza di personale e il futuro dell’assistenza nel Basso Polesine.
Da un lato l’associazione chiede risposte più puntuali sull’organizzazione dei servizi e sul futuro del presidio di Adria, dall’altro l’azienda sanitaria rivendica i risultati raggiunti e gli investimenti in corso. In un comunicato diffuso nei giorni scorsi, Aitsam ha denunciato criticità che, secondo l’associazione, inciderebbero sull’accesso alle cure e sulla qualità dell’assistenza.
Tra i punti sollevati, la mancata attivazione dell’ex servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Adria, la concentrazione dei ricoveri a Rovigo e la carenza di specialisti, con tempi di attesa lunghi e difficoltà nella continuità terapeutica.
L’associazione ha inoltre chiesto maggiore chiarezza sulle scelte organizzative e un piano per rafforzare i servizi territoriali. Alla presa di posizione ha risposto il direttore generale dell’Ulss 5 Pietro Girardi, con una nota in cui l’azienda sanitaria sottolinea i dati dell’attività svolta dal dipartimento di salute mentale.
Nel 2025 sono stati 4.247 i pazienti presi in carico e quasi 40mila le prestazioni erogate nei Centri di salute mentale e nei centri diurni del territorio. L’azienda evidenzia anche l’aumento del numero di psichiatri negli ultimi due anni, passati da 11 a 17, e ricorda che il reparto Spdc di Rovigo è stato ristrutturato nel 2020 e opera con un’equipe multidisciplinare.
Per quanto riguarda Adria, l’Ulss precisa che le urgenze psichiatriche vengono gestite in pronto soccorso con il supporto dello psichiatra del Centro di salute mentale, mentre gli eventuali ricoveri seguono le linee guida regionali che prevedono l’accentramento dei servizi. Tra gli interventi indicati dall’azienda sanitaria figurano inoltre la riapertura della Comunità terapeutica riabilitativa protetta di Corte Guazzo, destinata a giovani tra i 18 e i 30 anni, nuovi spazi in fase di inaugurazione, progetti di inserimento lavorativo basati sul modello Individual Placement and Support e iniziative di riabilitazione e co-progettazione con enti locali e associazioni.
Nel commentare le critiche, Girardi ha affermato che osservazioni di questo tipo “rischiano di indebolire la fiducia dei cittadini nei servizi”, ribadendo tuttavia l’impegno dell’Ulss a potenziare ulteriormente la rete territoriale e a garantire percorsi di cura personalizzati e multidisciplinari.
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