Cerca

ceregnano

"No alla violenza, ma anche no al populismo"

Consiglio comunale arroventato, dopo un post del sindaco

"No alla violenza, ma anche no al populismo"

Consiglio comunale arroventato a Ceregnano.

"Il dibattito politico che si è sviluppato a Ceregnano - spiega la nota stampa dell'opposizione - negli ultimi giorni nasce da un post pubblicato sui social dal sindaco Egisto Marchetti, un intervento che ha sollevato forti perplessità per il modo in cui mescola eventi diversi, (le violenze accadute a Torino e l’annullamento della conferenza stampa sulla “remigrazione” a Montecitorio) e semplifica fatti complessi e sposta il confronto dal piano istituzionale a quello della propaganda".


"Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale - prosegue la comunicazione - il capogruppo del Partito Democratico Giacomo Stoppa ha affrontato il tema con un intervento articolato e di forte spessore politico, riportando il confronto dentro i binari della Costituzione e del rispetto Istituzionale. Stoppa ha ribadito senza esitazioni che la violenza va sempre condannata ed è stata condannata da Tutti i Partiti senza “se” e senza "ma", senza giustificazioni, senza calcoli. Chi ha colpito va punito, punto. Non c'è alcun imbarazzo nel dirlo, perché la violenza è violenza, sempre. All'agente ferito va una solidarietà vera, totale, senza propaganda. Tutto il resto è solo sciacallaggio politico".

"Ma ha anche denunciato con fermezza il rischio di costruire una narrazione che mescola episodi di violenza con manifestazioni pacifiche e azioni politiche istituzionali, generando confusione e alimentando paure. Il cuore del suo intervento ha riguardato la Costituzione italiana, facendo riferimento a quanto è successo a Montecitorio con la tentata conferenza di gruppi di estrema destra in un luogo Istituzionale, ricordando che: la Repubblica è fondata su una Costituzione antifascista, nata dalla Resistenza e dalla liberazione dal nazifascismo, che vieta esplicitamente la riorganizzazione del partito fascista (XII disposizione transitoria e finale) e tutela diritti fondamentali come l’uguaglianza, la libertà di pensiero e il pluralismo politico".

"Secondo Stoppa, non è accettabile evocare il rispetto delle regole ignorando il contesto Costituzionale, né tantomeno legittimare la presenza di organizzazioni di matrice neofascista nei luoghi delle Istituzioni, come avvenuto nel caso della conferenza sulla “remigrazione” alla Camera dei deputati, poi bloccata da una protesta parlamentare pacifica. Possiamo avere differenti visioni di pensiero, politico ecc. ma il Senso e il Rispetto delle Istituzioni deve essere inciso come una pietra in tutti noi. Un episodio che — ha sottolineato — non può essere assimilato agli scontri di piazza, perché appartiene a un piano politico e istituzionale completamente diverso".

"Sulla stessa linea si colloca anche Massimiliano Albertin, già candidato sindaco e successivamente capogruppo del Pd in Consiglio comunale, che sui social ha richiamato alla prudenza e al rispetto dello Stato di diritto: 'Attenzione ai video che vengono condivisi. Attenzione alla voglia di giustizialismo. Chi li ha girati? Cosa stava succedendo fuori dall’inquadratura? Cosa è accaduto prima?' Un monito contro la tentazione di processi sommari e condanne preventive, che nulla hanno a che vedere con una democrazia matura".


È intervenuto sul tema anche il consigliere comunale Andrea Baldo, che non ha potuto partecipare al Consiglio comunale perché impegnato in servizio, ma ha voluto comunque esprimere la propria posizione: "Condivido pienamente l’intervento del capogruppo Giacomo Stoppa e il richiamo alla cautela espresso da Massimiliano Albertin. La violenza va isolata e condannata, non usata come pretesto per legittimare narrazioni che rischiano di colpire diritti e garanzie di tutti. Le istituzioni dovrebbero essere il luogo del confronto serio e documentato. I social sono un’altra cosa, e non possono diventare lo spazio dove si semplifica tutto per raccogliere consenso facile".

Dal gruppo consiliare del Partito Democratico arriva quindi una critica netta non solo ai contenuti, ma anche al metodo:
"Un Sindaco - spiega l'opposizione - dovrebbe esercitare un ruolo di garanzia, equilibrio e responsabilità, non alimentare una comunicazione populista che trasforma fatti complessi in slogan e vittimismo politico. Difendere l’ordine pubblico e la sicurezza è doveroso. Ma difendere la democrazia significa anche rispettare la Costituzione antifascista, distinguere i fatti, tutelare le garanzie e tenere il confronto nei luoghi istituzionali. Tutto il resto non rafforza le istituzioni: le indebolisce".

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400