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adria
07.02.2026 - 08:00
Ad Adria, sul tema trivellazioni nell’Alto Adriatico, maggioranza e minoranza hanno trovato un terreno condiviso, avviando il percorso per un ordine del giorno unitario.
Nel consiglio comunale di giovedì sera è stato infatti discusso il punto all’ordine del giorno relativo alle estrazioni di idrocarburi, presentato dal sindaco Massimo Barbujani per ribadire la contrarietà del territorio a eventuali nuove attività estrattive nel Delta del Po.
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Il documento si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazione, riacceso nelle ultime settimane dalle notizie sulle licenze per la ricerca di idrocarburi e dalla possibilità che l’Alto Adriatico torni a essere interessato da progetti estrattivi. Nel suo intervento, il sindaco Barbujani ha spiegato di aver già avviato una serie di contatti a più livelli istituzionali e associativi: “Ho contattato associazioni ambientaliste e riferimenti politici a livello provinciale e regionale, come l’assessore Valeria Mantovan e il consigliere Cristiano Corazzari, e anche a Roma, i parlamentari Romeo e Amidei, oltre a tutti i sindaci del Polesine”, ha riferito. Il primo cittadino ha poi ricordato la manifestazione pubblica contro le trivelle in programma sabato 21 febbraio, con ritrovo alle 10 davanti alla sede di Bancadria, in largo Mazzini, in corso Vittorio Emanuele II sud, dove sarà allestita anche una postazione per la raccolta firme a sostegno dell’iniziativa.
L’invito, come già annunciato, è rivolto a cittadini, associazioni e amministratori locali, con l’obiettivo di dare un segnale forte e unitario al Governo. Sul tema delle trivellazioni, ha aggiunto il sindaco, è stata registrata anche una forte contrarietà da parte delle categorie economiche, in particolare del presidente di Coldiretti e del Consorzio di bonifica, che hanno espresso perplessità e preoccupazione rispetto alle nuove disposizioni che potrebbero riaprire la strada alle estrazioni. Durante la discussione è intervenuto anche il consigliere Giorgio Zanellato, a nome dei gruppi di minoranza Pd e Ibc, che ha ribadito la contrarietà alle trivellazioni, definita “trasversale”, annunciando la disponibilità a partecipare alla manifestazione ma anche la volontà di rafforzare l’azione politica.
Secondo la minoranza, di fronte a un pericolo che si ripresenta ciclicamente nonostante le prese di posizione del territorio, è necessario un salto di qualità. Le eventuali estrazioni, è stato ricordato, potrebbero avere conseguenze molto gravi per un territorio già segnato in passato da fenomeni di subsidenza e abbassamento del suolo.
Zanellato ha sottolineato inoltre come le contrarietà espresse finora non abbiano inciso a sufficienza sui livelli decisionali nazionali, e che esista il rischio che nuove prese di posizione locali possano essere percepite come inefficaci se non accompagnate da iniziative concrete. Per questo la minoranza ha proposto di integrare il documento presentato dal sindaco con un impegno formale a coinvolgere i parlamentari eletti in Veneto ed Emilia-Romagna, chiedendo la presentazione di atti parlamentari per bloccare l’iter autorizzatorio delle licenze e arrivare a una norma che vieti definitivamente le estrazioni nel Polesine e nell’Alto Adriatico.
E’ stato inoltre chiesto che il sindaco riferisca al consiglio entro il mese di aprile sugli esiti dei contatti avviati e che si promuova un’azione coordinata con gli altri Comuni polesani. Il confronto in aula ha portato a una decisione condivisa: ritirare l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza e lavorare alla stesura di un nuovo documento congiunto, che possa essere approvato con il più ampio consenso possibile.
“Siamo d’accordo - ha concluso il sindaco Barbujani - fissiamo un appuntamento all’inizio della prossima settimana per arrivare a un testo condiviso, perché su un tema come questo è importante che il consiglio comunale si esprima con la massima unità possibile”.
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